Sesto giorno del 21° Milano Film Festival

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Giunge oggi al suo sesto giorno la ventunesima edizione del Milano Film Festival, kermesse che dopo vent’anni cambia drasticamente location, spostandosi dallo storico teatro Strehler al distretto Tortona, noto epicentro di moda e design. La rassegna, col suo tradizionale concorso internazionale di lungometraggi, apre ad opere prime e seconde votate alle sperimentazioni di genere: si vedano gli interessanti casi de Under the Shadows dell’esordiente iraniano Babak Anvari, horror dai sorprendenti risvolti sociali, o del musical surreale The Lure di Agnieszka Smoczynska. Il tutto senza nulla togliere alla sezione cortometraggi riservata agli autori under 40, che contempla ben cinquantacinque opere da trenta paesi; alcuni di questi confermano il prestigio acquisito in altre manifestazioni d’eccezione (Venezia, Berlino e non solo). Ben tre gli omaggi retrospettivi ad accompagnare il programma: Albert Serra, vincitore di Locarno 2013 col suo Historia de la meva mort, Philippe Grandrieux e Andrzej Żulawski. Ad aprire le danze ci ha pensato giovedì scorso Gulîstan, terre de roses, seconda fatica di Zaynê Akyol, documentarista turca classe 1987, di cui è stata riconosciuta la notevole sensibilità; a lei sono seguiti gli anzidetti Under the Shadow e The Lure per arrivare a Mimosas del marocchino Oliver Laxe. Oggi sarà il turno de Baden Baden, dramma d’esordio della francese Rachel Lang, Leopardo d’Argento a Locarno per il cortometraggio For You I Will Fight (2010). Da non perdere domani l’evento speciale che avrà per protagonista Il più grande sogno del nostro connazionale Michele Vannucci, già presente nella sezione Orizzonti della mostra del cinema di Venezia. Chiuderanno il concorso Justine Triet col suo Victoria, Davy Chou con Diamond Island, Babak Jalali con Radio Dreams e per finire l’argentino Bernardo Britto con Jacqueline (Argentine).

Per ulteriori informazioni vi invitiamo a visitare il sito: www.milanofilmfestival.it.

di: Francesco Milo Cordeschi

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