Festival del Cinema di Venezia 2016: gli appuntamenti imperdibili e le opere prime selezionate.

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Venezia 5E con domani parte ufficialmente la settantatreesima edizione del Festival Internazionale del Cinema di Venezia; kermesse che non ha certo bisogno di presentazioni, vista anche la forte rilevanza conferita alle nuove rivelazioni negli anni precedenti. Ad inaugurare il tutto l’atteso “La La Land”, suggestivo musical con Ryan Gosling e Emma Stone, diretto dall’acclamato Damien Chazelle, fresco del successo riscosso col suo “Whiplash” (2014). A rappresentare l’Italia saranno ben tre titoli, uno in meno rispetto allo scorso anno: “Piuma” di Roan Johnson, commedia giovanile sulla cresta del precedente “Fino a qui tutto bene” (2014), che trova come protagonista una coppia di diciottenni alle prese con una gravidanza non programmata (in sala dal 20 ottobre), «Con Ottavia Madeddu (la mia compagna), Davide Lantieri e Carlotta Massimi, abbiamo iniziato a scrivere questo film quattro anni fa: perché ce la facevamo addosso al pensiero di fare un figlio e volevamo provare ad esorcizzare questa paura. Adesso siamo tutti genitori, e Ottavia e Carlotta sono di nuovo incinte. E poi ci sono Luigi Fedele, Blu Yoshimi e Brando Pacitto: ragazzi che non fanno sessant’anni in tre, ma di una maturità e di una sensibilità che ci ha lasciati di stucco»; “Questi giorni” del due volte David di Donatello Giuseppe Piccioni, il quale torna nuovamente a far coppia con una delle sue interpreti “feticcio”, Margherita Buy (“Fuori dal mondo” -1998- e “Il rosso e il blu” -2012-), in un dramma esistenziale su quattro amiche appena ventenni in viaggio verso Belgrado (in sala dal 15 settembre); “Spira Mirabilis” del duo Massimo D’Anolfi e Martina Parenti, un documentario concettuale che, partendo dai quattro principali elementi della natura (acqua, fuoco, aria e terra), delinea quattro storie sull’immortalità: «Venuti a conoscenza di Shin Kubota (scienziato giapponese) e dei suoi studi sulla medusa immortale abbiamo subito capito che questo era il punto di partenza del nostro film: un uomo alle prese con l’immortalità. Nei nostri precedenti lavori abbiamo indagato il rapporto fra l’uomo e le istituzioni, in Spira Mirabilis ci interessava invece realizzare un film in cui l’uomo si confrontasse con i propri limiti e le proprie aspirazioni.» Grande è l’aspettativa per le altre opere che concorreranno al Leone d’oro: da “The bad batch” di Ana Lily Amirpour a “The woman who left” di Lav Diaz, per approdare al ritorno di Wim Wenders con “Les beaux jours d’Aranjuez”. Venezia 6Anche quest’anno, come di consueto, spetterà alla sezione Orizzonti dar voce a registi e tendenze emergenti; tra i trentacinque titoli selezionati, si annoverano cortometraggi e soprattutto opere prime di lungometraggio: è l’attore spagnolo Raúl Arévalo il primo a far parlare di sé col suo esordio “Tarde para la ira”, thriller drammatico che sviscera con crudo realismo la violenza della Madrid periferica; «Odio, rancore, ira, rabbia repressa sono i sentimenti che mi hanno mosso e interessato. Una delle sfide era ritrarre tutto con il massimo realismo possibile. Parlare della violenza dal mio punto di vista: una violenza secca, cruda, dura, com’è nella vita vera. E farlo tramite una trama e una struttura avvincenti, che combinassero questa ricerca di realismo e credibilità con la natura spettacolare e il ritmo di un film di genere, tenendo costantemente alta l’attenzione degli spettatori». Altre opere a cui prestare attenzione sono “Trace of Skin” di Kei Ishikawa, “Dawson City: Frozen time” di Bill Morrison, “Dark night” di Tim Sutton, “Die Einsiedler” di Ronny Trocker, “Boys in the trees” di Nicholas Verso e “Il più grande sogno” del romano Michele Vannucci, il quale vanta già due titoli in filmografia (un cortometraggio e un breve documentario). Da menzionare anche la selezione del progetto “Biennale College- Cinema”, la quale contempla ben tre esordi sui quattro film presentati (“Mukti Bhawan – Hotel Salvation” di Shubhashish Bhutiani, “Quimlì” di Sofia Brockenshire e “La Soledad” di Jorge Thielen Armand). Molti saranno gli ospiti che sfileranno sull’agognato red carpet (da Michael Fassbender e Monica Bellucci a Sonia Bergamasco, madrina ufficiale del festival); il tutto senza nulla togliere all’attesissima prima de “The Young Pope”, i cui primi due episodi saranno proiettati con la presenza dello stesso Sorrentino e dell’interprete Jude Law. A presiedere la giuria il britannico Sam Mendes, passato alla storia per essere stato uno degli esordienti internazionali più prolifici degli ultimi vent’anni. Per ulteriori informazioni vi invitiamo a consultare il sito: www.labiennale.org.

di:Francesco Milo Cordeschi

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