Ortigia Film Festival alla sua quinta serata. Francesco Ghiaccio il protagonista.

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È Francesco Ghiaccio con Un posto sicuro a chiudere il quinto giorno di programmazione dell’Ortigia Film Festival di Siracusa; è seguito fuori concorso Né Giulietta né Romeo, esordio alla regia di Veronica Pivetti, fresco già di tre nomination ai Globi d’oro. La masterclass “Scrivere il Cinema” di Niccolò Ammaniti, presidente di Giuria, Andrea Purgatori e Carmine Amoroso non ha smentito le aspettative: un intrigante confronto sulle sceneggiature originali e non. Spazio serbato anche al promettente Alessandro Capitani, reduce dal trionfo ai David per il suo Bellissima, il quale concorre per il premio finale al miglior cortometraggio. Per quanto riguarda i documentari, invece, è stata la volta di Alessandro Piva con Due Sicilie, importante prova che ha per protagonista il paesaggio siciliano nelle sue più intrinseche sfaccettature, e di Pietro Novello con La deriva dei continenti, un breve ma sincero ritratto sull’emergenza emigratoria. Siamo agli sgoccioli di questa ottava edizione di uno dei festival più rappresentativi per le Opere Prime e Seconde, cortometraggi e documentari nostrani. Senz’altro un evento che, negli anni, si è affermato come uno delle maggiori kermesse cinematografiche del comune siciliano. A fronte del ventennale della sua scomparsa, l’icona a cui l’iniziativa presta omaggio quest’anno è Marcello Mastroianni; sono due di fatto i documentari in suo onore a far parte della programmazione ufficiale: Marcello di Mimma Nocelli (in collaborazione con Rai Movie, introdotto da Laura Delli Colli e Andrea Purgatori) e Marcello, una vita dolce di Mario Canale e Annarosa Morri (presentato dal suddetto Andrea Purgatori). Ad oggi non sono sicuramente mancate le sorprese: in occasione della cerimonia d’inaugurazione, infatti, Laura Morante, dopo aver presentato il suo Assolo, opera seconda già in lizza ai Globi nella categoria ‘migliore attrice’, ha ricevuto il Premio Sikelia con le seguenti motivazioni: «per aver portato nel cinema italiano e internazionale maggiore prestigio e valore, attraverso l’intensità e la delicatezza delle sue interpretazioni». il secondo film in concorso Pecore in erba, un esordio che fa onore a Alberto Caviglia, non è passato di certo inosservato; il che avvalora la rivelazione profusa a Venezia (il film era stato presentato nella sezione Orizzonti). «Per me i festival sono molto importanti perché avvicinano il pubblico normale ai film» asserisce Caviglia «E ce n’è bisogno, visto che la televisione prevale nella nostra epoca rispetto alle altre arti. Sono molto felice di essere qui a Ortigia perché da palermitano, siciliano, trovarmi in un posto che è anche la mia terra mi dà un senso di fierezza». L’11 luglio è stato invece il turno di Federico Micali e il suo L’Universale, per poi arrivare ad Arianna, opera prima di Carlo Lavagna. All’appello mancano ancora Banat – Il viaggio di Adriano Valerio, il quale sarà presentato stasera dallo sceneggiatore Ezio Abbate, e Lo Scambio di Salvo Cuccia, ultimo dei lungometraggi in concorso, alla cui proiezione saranno presenti gli interpreti principali (Filippo Luna e Barbara Tabita).

 

di Francesco Milo Cordeschi

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