BLOOD SIMPLE di Joel e Ethan Coen (1984)

Blood Simple_opereprime.org1L’esordio alla regia di Joel e Ethan Coen è un film brillante, un thriller geniale che si allontana dal cinema di genere e regala un assaggio di quel tratto autoriale tipico dei fratelli Coen. È un film lento, pieno di silenzi, durante i quali lo spettatore non può fare a meno di chiedersi cosa stia succedendo. Le musiche quasi assenti e le inquadrature che ora stringono sui dettagli e ora si allargano sulle rovinate strade del Texas – con movimenti di camera netti e ben visibili – sono il pretesto perfetto per interrogarsi continuamente sulle vicende che accadono. La storia comincia con quella che ha tutta l’aria di essere una storia classica e già sentita: Marty è un americano di origine greca, proprietario di un bar e sposato con Abby, una donna profondamente insoddisfatta da lui e segretamente attratta da Ray, un dipendente del locale. La sera in cui tutto accade – la sera in cui ha inizio la spirale di “sangue facile” – è una notte piovosa, dove Ray dà un passaggio ad Abby e la gentilezza di lui si rivela l’occasione perfetta per entrambi per confessare i sentimenti che provano l’uno per l’altra. I due si fermano in un motel per concedersi una notte d’amore e, all’indomani, vengono svegliati da una telefonata di Marty che, sospettoso, aveva assunto un investigatore privato per farli spiare e fotografare: Loren Visser. Il tradimento è ciò che scatena l’escalation di sotterfugi e omicidi: Marty, infatti, è determinato a vendicarsi, perciò assume nuovamente l’investigatore per far uccidere sua moglie e il suo amante. Non tutto, però, va come previsto e il brillante montaggio dei fratelli Coen non può che lasciare a bocca aperta lo spettatore. Blood Simple_opereprime.org2I personaggi del film si rincorrono l’un l’altro, mossi da fraintendimenti, false intuizioni, incomprensioni e interessi personali. Gelosia, vendetta, amore e avarizia sono solo alcuni dei tratti distintivi di quei personaggi che i due registi ritraggono, in un quadro dove ogni singola azione – anche la più piccola – diventa la causa di qualcosa di ben più grave. L’opera prima dei fratelli Coen è un thriller con una vaga nota nostalgica, un noir che sembra essere senza tempo e senza luogo, ed è indubbiamente un film che è solo l’apripista per una filmografia sui generis di due registi che regalano un cinema innovativo, spiazzante, ambiguo e, in conclusione, geniale.

 

di Francesca Canadà

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