Juliette Binoche e il cinema delle donne

Juliette Binoche è stata premiata con il Nastro d’Argento Europeo per L’attesa di Piero Messina, riconoscimento che le verrà consegnato Sabato 2 Luglio durante la cerimonia ufficiale al Teatro Antico di Taormina. Intervistata da “Il Messaggero”, la Binoche ha sottolineato quanto girare quest’opera prima sia stata un’esperienza nuova e stimolante, soprattutto grazie al rapporto di complicità e fiducia reciproca che si è instaurato con il giovane e talentuoso regista siciliano, capace di raccontare la profondità dei sentimenti anche attraverso l’intensità dello sguardo che fotografa la bellezza della sua terra. La Binoche, sotto gli occhi attenti di Messina, è riuscita a interpretare al meglio il difficile ruolo di una madre costretta a confrontarsi con la più tragica delle assenze: la perdita di un figlio. L’attrice francese ha colto, inoltre, l’occasione per spendere parole importanti in favore delle registe, che purtroppo costituiscono ancora una minoranza nel mondo del cinema: «È venuto il momento di sostenere le registe che stentano a farsi largo, soprattutto nella testa di chi ha il potere finanziario. Dobbiamo allargare il nostro campo visivo. Le donne hanno cose diverse da dire sul mondo e, per quanto riguarda il pubblico, rappresentano la maggioranza». Scegliendo di adoprarsi attivamente in tal senso, la Binoche ha deciso di far parte, fin dalla sua nascita, della società produttiva non profit “We Do It Together”, fondata a Los Angeles da una produttrice italiana, Chiara Tilesi. L’organizzazione, di cui fanno parte, tra le altre, anche Valeria Golino, Jessica Chastain e Freida Pinto, è finanziata da sussidi governativi, sponsor e donazioni individuali e si pone l’obiettivo di sostenere e promuovere l’impegno delle donne nel mondo dell’industria cinematografica, nonché di raccontare l’universo femminile in tutta la sua complessità, rifiutando ogni tipo di cliché. «I media contribuiscono a mantenere gli stereotipi. Per non parlare della follia dei marchi del lusso: indicano cosa una donna deve portare per essere desiderabile, alimentando un sessismo al di là del buon senso. Cambiare è un lungo cammino, ma deve partire dalla cultura, da un lavoro interiore. Solo l’amore ci rende uguali», continua la Binoche, che aggiunge, infine, una lucida considerazione su un’incontrovertibile certezza. Quando si ha «la fortuna di lavorare con persone sensibili e intelligenti» e «si va al cuore della creazione, non ci sono gerarchie né sessismo, ma si cerca insieme la verità».

 

di Camilla Di Spirito

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