APPENA APRO GLI OCCHI di Leyla Bouzid (2016)

, Opere Prime

Appena apro gli occhi_opereprime.org1Potente, incisivo, contemporaneo. La carica di questo film illumina le zone d’ombra del nostro tempo, concentrandosi poco prima dell’inizio della “Primavera Araba”. Il regime dittatoriale è una presenza oscura, innominata, mai presente fisicamente nella storia, eppure condizionante. Al centro della trama una band di giovani tunisini tra i quali spicca la cantante Farah, giovane e ribelle, bloccata dalla paura e dall’ostruzionismo di una realtà di regime in cui si sente intrappolata. Una realtà che vivono e combattono a prorompenti colpi di musica. Ogni giorno costruiscono testi toccanti, tormentati e reali come la canzone che da il titolo al film “Appena apro gli occhi”. Le parole e la musica si fondono per dare voce a quello che è evidente sotto gli occhi dei cittadini ma che nessuno ha il coraggio di comunicare, tanto che i ragazzi rischiano più volte di essere censurati, cacciati e, nel peggiore dei casi, incarcerati. La madre di Farah, Hayet, una donna arresasi da tempo al regime, tenta più volte di strappare la figlia alla band per proteggerla. La protagonista continua la sua vita normale con gli amici, il ragazzo Mahmoud, autore delle canzoni, sfidando i divieti morali del regime. Ma quando il gruppo musicale comincia a farsi conoscere, arrivano le prime minacce, i boicottaggi, fino all’arresto di Mahmoud per mano di uno degli stessi componenti della band. Appena apro gli occhi_opereprime.org2A questo punto, Farah dovrà decidere se lasciare la città per restare al sicuro oppure continuare a cantare. L’opera prima di Leyla Bouzid offre, con la sua intensità, una finestra sui giovani tunisini che, come conosciamo dalle cronache, hanno dato vita alla rivoluzione che coinvolse tutti i paesi arabi in quegli anni. Il quadro narrativo dipinge personaggi umani e molto vicini a noi, che ci avvolgono con quel loro essenziale desiderio di libertà che spesso finiamo per considerare scontato. La storia coinvolge lo spettatore grazie ad una sceneggiatura ben scritta, in cui ogni personaggio all’interno assume una propria energia che trascina dall’inizio alla fine del film. La musica si fa protagonista e portavoce dell’interiorità dei personaggi, caricando ogni scena di valore simbolico. Una regia fresca, moderna, scandisce il dramma umano dei personaggi senza appesantire la narrazione, finendo per far parte di una grande prova autoriale e cinematografica che non può lasciare indifferenti.

 

di Laura Santelli

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