Nastri d’Argento 2016: tutte le opere prime candidate

Prestigioso appuntamento per il cinema italiano, i Nastri d’Argento, premi assegnati dal Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani (SNGCI), festeggiano quest’anno 70 anni. Secondi per longevità solo agli Oscar, saranno consegnati al Teatro Antico di Taormina il 2 luglio. A contendersi, quest’anno, il premio per la categoria Miglior Regista Esordiente ci saranno Ferdinando Cito Filomarino (Antonia), Carlo Lavagna (Arianna), Gabriele Mainetti (Lo chiamavano Jeeg Robot), Piero Messina Arianna_opereprime.org3(L’attesa) e Giulio Ricciarelli (Il labirinto del silenzio). “Antonia” omaggia l’affascinante figura di Antonia Pozzi, poetessa vissuta a Milano durante il ventennio fascista, che, fin da giovanissima, ha sentito ardere impellente il bisogno di scrivere e la cui breve esistenza si è conclusa tragicamente all’età di ventisLo chiamavano jeeg robot_opereprime.org1ei anni. “Arianna”, invece, presentato alle Giornate degli Autori al Festiva di Venezia 2015, esplora il complesso tema dell’identità attraverso il confronto della giovane protagonista con la propria sessualità. Questo esordio ha ricevuto anche una candidatura nella categoria Miglior Attrice Non Protagonista per Valentina Carnelutti. Non ha bisogno di presentazioni “Lo chiamavano Jeeg Robot”, piccolo caso dell’anno, diventato già a suo modo un cult. Il film di Mainetti ha fatto incetta di candidature, raccogliendone ben nove (Sceneggiatura, Produttore, Attore Protagonista, Attore Non Protagonista, Fotografia, Scenografia, Costumi e Colonna Sonora) e classificandosi Il labirinto del silenziodietro solo a “La pazza gioia” di Virzì, che ne ha ricevute dieci. “L’attesa”, presentato in concorso a Venezia, è incentrato sull’elaborazione del lutto da parte di una madre, costretta a confrontarsi con l’arrivo improvviso della fidanzata del figlio, di cui lei ignorava completamente l’esistenza e che risulta essere ancora ignara della notizia. L’opera prima di Piero Messina è stata candidata anche per la scenografia di Marco Dentici e per il sonoro in presa diretta affidato ad Alessandro Rolla. Infine, “Il labirinto del silenzio”, selezionato per rappresentare la Germania agli Oscar 2016, ambientato dopo la Seconda Guerra Mondiale, racconta le indagini di un giovane procuratore deciso a lottare contro istituzioni e governo pur di smascherare e punire ex membri delle SS, che, nonostante abbiano commesso crimini di guerra, vivono e lavorano liberi all’interno della società. Nella categoria Miglior Soggetto vanno poi segnalate le candidature di Alberto Caviglia per “Pecore in erba”, di Francesco Ghiaccio e Marco d’Amore per “Un posto sicuro” e Adriano Valerio e Enzo Abbate per “Banat – Il viaggio”. Nella categoria Miglior Produttore va, infine, segnalata la presenza di Marco d’Amore e de La piccola società che concorre per “Un posto sicuro”, insieme all’Indiana Production di Fabrizio Donvito, Benedetto Habib e Marco Cohen.

di Camilla Di Spirito

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