Continueranno a chiamarlo Jeeg Robot? Rumors su un sequel del fortunato esordio di Gabriele Mainetti

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«Noi vogliamo un sequel, Mainetti. Come ti poni davanti alla domanda: ci sarà questo sequel?»

«Se troveremo una storia altrettanto forte, lo faremo, altrimenti no. Enzo Ceccotti deve mantenere una profondità e un conflitto morale tali da non capitalizzare qualcosa di ingiusto: la gente che, uscita dalla sala, mormora: ”Ah, era meglio il primo!”. Questo non deve accadere, dev’essere più bello il secondo del primo. Se ci riusciamo, lo facciamo.»

«Ne stai parlando con Guaglianone e Menotti?»

«Sì, ci siamo visti ieri a cena.» (sogghigna Mainetti in preda all’esasperazione)

Sono passati due mesi da quella fatidica intervista di Badtaste.it; il film, Lo chiamavano Jeeg Robot, nel frattempo si proclamava nuovo stendardo del ‘supereroismo all’italiana’ sbancando al botteghino. Or bene, oggi, a seguito dei quattro milioni di incassi, dei sette David di Donatello e della promozione intercontinentale (giusto il 28 aprile la pellicola è stata presentata al Festival del Cinema Italiano di Tokyo, godendo degli ossequi dal maestro Gō Nagai), Mainetti è tornato a parlare di un seguito; finita l’ennesima proiezione durante la seconda giornata del “Napoli Comicon 2016”, si è così espresso: «Noi ci stiamo pensando ad un possibile sequel, abbiamo avuto delle idee interessanti, anche se io sono più concentrato su un altro film. Chissà..». La titubanza è la stessa, ma non esclude certo un barlume di speranza; se non altro desta curiosità quello che sarà il secondo lavoro del regista, indipendentemente da qualunque esso sia. Come la metteranno adesso tutti i produttori che, dal 2010 a questa parte, bocciarono con scherno il progetto di un ex-attore, noto principalmente ad un pubblico “di nicchia” per due cortometraggi? Per quanto retorico possa sembrare, solo il tempo saprà rispondere.

 

di Francesco Milo Cordeschi

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