L’UNIVERSALE di Federico Micali (2016)

, Opere Prime

L'Universale_opereprime.org1Il cinema Universale di Firenze passa di tutto: perdigiorno, alcolizzati, giovani reazionari, hippies, uomini persi, fumo di buona qualità e, in generale, sfrenate distrazioni. Dentro l’Universale passano anche i motorini! (non è una metafora). Con la sua opera prima Federico Micali, già stimato autore di documentari, ci racconta nuovamente il “leggendario” cinema d’essai “Universale”, già trattato in un suo precedente lavoro documentaristico (Cinema Universale d´Essai), adattando una parabola di maturazione al microcosmo della sala cinematografica densa di fumo, palpeggiate e facili battute. Tommaso, figlio del proiezionista di sala, è la voce narrante del film e ci racconta, di pari passo con i cambiamenti che interessano il suo cinema, i momenti più importanti del suo percorso di crescita, un percorso che, insieme ai migliori amici Marcello e Alice, parte da una lieta infanzia per avventurarsi nei decenni più tumultuosi e roventi della storia del nostro paese. Mentre i due amici partono dalla città natia per scoprire il mondo e se stessi, finendo per ritornare puntualmente al luogo d’origine, Tommaso vive la sua vita da spettatore (non è un caso che ci narri questa vicenda seduto fin dall’inizio sulla poltrona di una sala cinematografica). Questo suo approccio alla vita non si limita alla sala, estendendosi al modo in cui osserva, del tutto impotente, il lento processo di autodistruzione dei due amici; Marcello, figlio di un comunista “genetico”, passerà dalle lotte di piazza a trovarsi invischiato in oscuri complotti rossi; Alice, di cui Tommaso è innamorato, cambia di volta in volta città e fidanzato a seconda della corrente ideologica che sceglie di seguire, fallendo continuamente nel disperato tentativo di capire chi è. I cambiamenti di Tommaso vengono affiancati dai cambiamenti di programmazione del cinema Universale, deputato a raccontarci l’evoluzione dell’arte cinematografica attraverso opportuni grandi esempi che il regista ha scelto di inserire. L'Universale_opereprime.org2Da constatare, a tal proposito, la stragrande maggioranza di western e film di genere avventuristico durante l’infanzia di Tommaso, per poi passare alla vera programmazione d’essai mano a mano che la vita comincia a mostrare i suoi aspetti più impegnativi. Conscio del fatto che dentro l’Universale: «alla fine lo spettacolo più bello erano gli spettatori», Micali decide di far comunicare i suoi personaggi con un linguaggio caldo e accogliente, come i membri di una gigantesca e goliardica famiglia incaricata di raccontare a noi spettatori (bambini) quegli errori che, una volta commessi, riescono a renderci consapevoli di qualcosa di nuovo. Del resto, gli aspetti tecnici del film sembrano confermare questo intento. Se infatti, da un lato, la colonna sonora curata dai Bandabardò concorre, assieme al montaggio, a sottolineare un ritmo a tratti brioso (come una giostra in un parco dei divertimenti) non possiamo non osservare quanto la fotografia, la cui pasta visiva richiama spesso l’estetica video di quei decenni, collabori strettamente con i costumi e la scenografia nel disegnare un panorama di colori sgargianti quanto le variegate e, talvolta, ‘folli’ ideologie alternatesi in quel momento storico. In conclusione, possiamo considerare L’Universale un esordio ottimistico, in cui si osserva un giusto equilibrio tra l’estetica documentaristica della passata produzione del regista e l’intento di raccontare un “Universo”  appartenente alla nostra storia, ma che sembra sempre più lontano e irrecuperabile.

 

di Tommaso Del Signore

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