70° Locarno Film Festival: grande spazio agli esordi, facciamo il punto

Agosto è tempo di Locarno. La prestigiosa kermesse del Ticino festeggia i suoi 70 anni con un’edizione del tutto sorprendente: ospiti d’eccezione (da Adrien Brody, passando per Francesca Comencini, per arrivare infine a Mathieu Kassovitz, Nastassja Kinski, Marco Tullio Giordana, Mathieu Amalric, Jean-Marie Straub, Aleksandr Sokurov, Marco Bellocchio, Dario Argento, Samuel Bechetrit, in compagnia della moglie Vanessa Paradis, e Olivier Assayas, che presiederà la giuria internazionale) e un programma di grande profilo.

Sono 18 i film nel Concorso internazionale in lizza per l’agognato Pardo d’oro, 16 nella sezione Cineasti del presente (dedicata alle opere prime e seconde della durata superiore ai 60 minuti), 38 nei due concorsi per i Pardi di domani (riservato ai giovani non ancora cimentatisi col lungometraggio), 10 nella sezione Open Doors, 7 nella Semaine de la critique, la quale vede selezionati prevalentemente documentari, e 16 nella Piazza Grande, dove le pellicole verranno proiettate nel suggestivo ritrovo cittadino tra i portici medievali.

Unico film italiano in concorso per il Pardo d’oro è, con nostro grande orgoglio, un’opera prima, Gli asteroidi di Germano Moccioni. Cineasta quest’ultimo che vanta già in filmografia un documentario di 74 minuti incentrato su Giovanni Lindo Ferretti, dal titolo inequivocabile Fedeli alla linea (2013).

Il suo primo lungometraggio di finzione lo vede, invece, impegnato in un persuasivo dramma, che ha per epicentro la vicenda di due giovani diciannovenni in conflitto col mondo circostante: sperperano giornate a compiere e a preparare nuovi furti, mentre un loro amico un po’ eccentrico li avverte dell’imminente fine del mondo.

Racconta lo stesso regista: «Ho da sempre pensato agli Asteroidi come a una piccola “fabula” di formazione, ambientata in provincia, nell’orizzonte piatto della pianura, fertile di campi lunghissimi, facce e storie pazze, balere e apparenti brutture architettoniche che a volte però sorprendono lo sguardo e ci fanno intravedere una grazia inaspettata. In questo paesaggio tanto emiliano quanto metafisico, ho cercato anche una rappresentazione di una condizione umana».

Una favola avventurosa dal linguaggio fortemente contemporaneo, parte della cui colonna sonora trova la firma de Lo Stato Sociale, gruppo di culto sempre più alla ribalta. Ad accodarsi a Moccioni in sezione saranno altri nomi intriganti, su molti dei quali sono già puntati i riflettori: Denis Coté, Bing Wang o John Carroll Lynch, rinomato interprete statunitense anche lui al suo debutto dietro la macchina da presa col film Lucky.

Come già menzionato, sarà però Cineasti del presente, competizione di scoperta, a dar spazio prevalentemente agli autori emergenti. In tal ambito c’è discreta aspettativa per l’esordio di Andrea Magnani, cresciuto come sceneggiatore e ora alla sua prima prova registica. Protagonista del suo Easy è un triste pilota di go-kart in sovrappeso, di cui veste magistralmente i panni il bravo Nicola Nocella, il quale sarà costretto a tornare a vivere dalla madre, conducendo così uno stile di vita pressoché sedentario. Tutto cambierà quando il fratello più piccolo, oltre che più ricco e piacente, gli offrirà un piccolo lavoro: trasportare una bara contenente un muratore ucraino dall’Italia alla terra natia del cadavere. Il tutto non senza i dovuti imprevisti.

Una commedia dai toni potenzialmente irriverenti, che già sta facendo parlare di sé e a cui si sommano le altre opere in concorso: 3/4, Abschied von den Eltern, Beach Rats, Cho-haeng, Dene wos guet geit, Distant Constellation, Edaha no koto, il Monte delle Formiche, Le Fort des fous, Meteorlar, Milla, Person to Person, Sashishi deda, Severina e Verao Danado.

Da annoverare, in ultima battuta, le presenze imponenti anche nella sopracitata sezione Piazza Grande, la quale vedrà i film in concorso contendersi il Prix du Public, il Variety Piazza Grande Award e soprattutto lo Swatch First Feature Award, indetto da Swatch, dove una giuria di critici internazionali decreterà la miglior opera prima selezionata.

Attesissime in questo frangente le pellicole di David Leich (Atomica Bionda), Samuel Benchetrit (Chien) e la commedia indie prodotta da Jodd Apatow (40 anni vergine, Strafumati, Tutto può cambiare etc.), nonché esordio alla regia di Michael Showalter, The Big Sick, molto apprezzata all’ultimo Sundance.

A questi seguono Seven Sisters di Tommy Wirkola, con Noomi Rapace, Willem Dafoe e Glenn Close e Amori che non sanno stare al mondo della nostra Francesca Comencini. Ad aprire le danze della rassegna sarà Demain et touts les autres jours dell’autrice parigina Noémie Lvovsky con Mathieu Amalric, mentre direttamente da Cannes verrà a sorpresa presentato Good Time, diretto dai fratelli Safdie e con protagonista Robert Pattinson. Tutto questo da domani, 2 agosto 2017, a sabato 12: undici giorni, undici appuntamenti di grande cinema e di nuovi autori.

Per approfondimenti sul programma e i film in selezione vi rimandiamo al sito ufficiale del Locarno Film Festival: www.pardo.ch/

di Francesco Milo Cordeschi