Guida a Venezia 74: sezioni e opere prime in concorso

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Ci siamo. Dal 30 agosto al 9 settembre 2017 torna al Lido di Venezia una delle più attese kermesse dell’anno: la 74ª edizione della Mostra d’Arte Cinematografica Internazionale, che promette fin da subito grande spettacolo.

Ciò lo si può evincere sia dalla mole di ospiti, che animeranno il red carpet (a partire da Robert Redford e Jane Fonda, cui spetterà il Leone alla carriera), sia dall’intrigante line up di opere scelte per costellare i diversi concorsi. «Negli anni passati mi sono spesso lamentato delle troppe produzioni italiane, dove un eccesso di quantità limitava la qualità» ha confessato il Direttore Artistico Alberto Barbera ieri, durante la conferenza di presentazione: «Questa volta, invece, la qualità è tanta e per la prima volta dopo molto tempo ci siamo trovati di fronte a tanti film interessanti, soprattutto a molti giovani autori che provano a uscire dai soliti schemi, con modelli capaci di confrontarsi con il cinema internazionale. Un fenomeno molto importante, che coinvolge sia il cinema d’autore che quello di genere».

Nulla di più entusiasmante, oltre che di più vero, dal momento che la competizione ufficiale ospiterà ben 4 titoli tutti italiani: un numero sorprendente che non si registrava oramai dal lontano 2010, quando Carlo Mazzacurati, Ascanio Celestini, Saverio Costanzo e Mario Martone calavano rispettivamente il poker con La passione, La pecora nera, La solitudine dei numeri primi e Noi credevamo. Stavolta è, invece, il turno di Paolo Virzì con Ella & John – The Leisure Seeker, film che sigla la sua prima collaborazione nordamericana. Affiancato da un cast di rispetto (Donald Sutherland, interprete già noto ad autori nostrani, tra cui Bertolucci per Novecento, e una splendida Hellen Mirren), il cineasta livornese porta in scena un road-movie per le vorticose strade di Boston e Key West, che vede protagonista una stravagante coppia di anziani, intenta a sottrarsi alle cure dei medici per avvicendarsi in una rocambolesca fuga.

C’è pulpito anche per il musical targato Manetti Bros Ammore e Malavita, più di due ore di brio neomelodico, misto a candore partenopeo. Grande ritorno per Andrea Pallaoro, trentino classe 1982, che dopo il brillante esordio Medeas, particolarmente apprezzato nella Sezione Orizzonti del 2013, si fa ora notare con Hannah, coproduzione franco-belga con Charlotte Rampling e Andrè Wilms.

Chiude il quartetto un’altra opera seconda, quella di Sebastino Riso, Una famiglia, che contempla nel cast Micaela Ramazzotti e Patrick Bruel. Ai nostri si aggiungono poi Mother!, atteso ritorno di Darren Aronofsky, Human Flow di Ai Weiwei, Suburbicon di George Clooney, The Shape of Water di Guillielmo Del Toro, L’insulte di Ziad Doueiri, La villa di Robert Guediguian, Lean on Pete di Andrew Haigh, Mektoub, My Love: canto uno di Abdellatif Kechiche, Sandome No Satsujin di Koreeda Hirokazu, Jusqu’à La Garde, primissimo lungometraggio del francese Xavier Legrand, Foxtrot di Samuel Maoz, Three Billboarda outside Ebbing, Missouri di Martin McDonagh, Downsizing di Alexander Payne, Jua Nian Hua di Vivian Qu, Firt Reformed di Paul Schrader, Sweet Country di Warwick Thornton e per finire Ex Libris – The New York Public Library di Frederick Wiseman.

Venendo ai nostri e alle nostre stimati/stimate esordienti c’è da annoverare una notevole presenza di opere prime: oltre al sopracitato Legrand che, tra la candidatura all’Oscar e il César nel 2014 per il corto Avant que de tout perdre, si trova ora a competere per il Leone d’oro, va anzitutto sottolineato l’importante apporto conferito dalla Settimana Internazionale della Critica, la cui sezione parallela schiera anche quest’anno ben sette esordi, provenienti da più paesi, tutti in anteprima mondiale e in concorso per l’agognato Leone del Futuro (s’invita a tal proposito a leggere l’articolo dedicato alla presentazione della 32ª SIC, uscito questa settimana).

A questi si sommano i titoli esibiti dalla sezioni principali: dal Fuori Concorso, che ospita il primo lungometraggio del giovane algerino Rachid Hamai La mélodie, passando per Cinema nel Giardino, dove trovano spazio Manel di Dario Albertini, La controfigura di Rä Di Martino, Woodshock di Kate & Laura Mulleavy e Tuers di François Troukens & Jean-François Hensgens, per arrivare chiaramente alla sezione Orizzonti, dedicata alle nuove correnti del cinema mondiale. Qui dei 19 titoli in lizza si situano 6 opere prime: Disappearance, primo film del regista iraniano Ali Asgari, clamoroso assente agli ultimi David di Donatello assieme alla collega Farnoosh Samadi per il corto Il Silenzio, Les Bienheureux di Sofia Djama, Brutti e cattivi di Cosimo Gomez, The Testament di Amichai Greenberg, Los versos del olvido di Alireza Khatami e West of sunshine di Jason Raftopoulos.

Il tutto senza tralasciare quanto hanno in serbo le attesissime Giornate degli Autori, giunte quest’anno alla loro quattordicesima edizione. La presenza italiana al concorso ufficiale è ormai sulla bocca di tutti: non soltanto per via del grande ritorno del duo Botrugno & Coluccini che, a sette anni dal loro esordio Et in terra pax, tornano a far scalpitare pubblico e critica con Il Contagio, tratto dall’omonimo best seller di Walter Siti, ma anche per il nuovo film di Vincenzo Marra L’equilibrio e per l’opera prima di Valentina Pedicini Dove cadono le ombre.

Pellicola quest’ultima incentrata sul rapporto tra Anna e Hanes, infermiera l’una, sua paziente l’altra, sullo sfondo di un istituito per anziani, impiantato su quello che un tempo era il loro vecchio orfanotrofio. Un dramma misterioso e inquietante dalle atmosfere soffuse. Ha commentato la portentosa autrice: «Ispirato a una, a tante storie vere». A farle compagnia nella competizione c’è Sara Forestier, interprete francese due volte Premio César, ora al suo debutto dietro la macchina da presa con M. Appuntamento per cui al 30 agosto dove ad attenderci saranno undici giornate di pura settima arte, intrattenimento, sperimentazione e nuovi sguardi.

Per ulteriori informazioni vi invitiamo a consultare il sito ufficiale della Biennale: www.labiennale.org  

di Francesco Milo Cordeschi     

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