I registi esordienti vengono consacrati fra le luci del Tevere: Opere Prime racconta il Premio Groupama

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Grande entusiasmo ieri alla serata del Premio Groupama per le Opere Prime e Seconde, tenutasi nella suggestiva cornice dell’Isola del Cinema. Fra le mille luci sul Tevere, sul palcoscenico dell’Arena Groupama si sono succeduti i vincitori dei sette premi in palio, assegnati da una giuria di giornalisti ed esperti del settore.

Il Premio della giuria per la miglior Opera Prima è andato a Cuori Puri di Roberto De Paolis, lodato soprattutto per la sua sensibilità nel narrare una storia attuale, sentita, così profondamente vicina al mondo degli adolescenti e allo stesso tempo in grado di raccontare senza eufemismi la società attuale. Il Premio del pubblico è andato, invece, a Moglie e marito di Simone Godano, brillante pellicola già insignita del Nastro D’Argento 2017 alla Miglior Commedia.

Godano ha raccontato al pubblico dell’Arena il suo iniziale timore nel confrontarsi, al suo esordio, con attori affermati come Pierfrancesco Favino e Kasia Smutniak, con i quali, però, si è poi instaurata una forte complicità. A seguire si sono succeduti il Premio per il Miglior Cast, andato agli attori di Smetto quando voglio – Masterclass e quelli per Miglior Regia, Miglior Attore e Miglior Attrice. La corona di Miglior Regista è spettata a Fabio Mollo, per il suo film Il Padre d’Italia, mentre il premio riservato al Miglior Attore, ritenuto all’unanimità la rivelazione dell’anno, è stato assegnato a Edoardo Pesce per la sua interpretazione in Cuori Puri. Il premio gli è stato consegnato sotto il suo sguardo stupito e incredulo, in quanto si è modestamente dichiarato “un attore di supporto”.

Il Premio come Migliore Attrice ha invece dimostrato, ancora una volta, come La ragazza del mondo di Danieli la faccia ancora da padrone: la vincitrice è, infatti, Sara Serraiocco, per la sua eccellente interpretazione di Giulia.

Per finire, il Premio speciale della giuria, per il suo doppio ruolo di regista e attore è andato, invece, a Claudio Amendola, che è riuscito nell’impresa di autodirigersi ne Il permesso – 48 ore fuori, sua opera seconda, nella quale si mette in gioco non solo come attore e regista, ma anche come sceneggiatore al fianco di Roberto Jannone e Giancarlo De Cataldo. Il risultato è un avvincente noir, molto diverso dall’opera prima del regista, La mossa del pinguino, una divertente commedia all’italiana. Una scelta decisamente coraggiosa quella di Amendola che, appena agli inizi della sua carriera registica, decide di cimentarsi in generi così diversi fa loro.

Una volta assegnati i sette premi previsti, il pubblico ha potuto godersi la proiezione di uno dei vincitori, Moglie e marito, che ha permesso di dare alla serata una conclusione vivace e divertente.

Si può dire, insomma, che l’Isola del Cinema ha potuto godere di un evento all’insegna della settima arte estremamente interessante dal punto di vista culturale, in quanto ha rivolto l’attenzione a giovani registi coraggiosi, che si sono buttati nell’industria cinematografica ottenendo risultati di grande qualità, giustamente riconosciuta.

di Giulia Losi

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