Un anno di Pitch, ecco il resoconto. La parola ai finalisti!

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A quasi un anno di distanza dalla prima edizione del Pitch in the Day, lo speed date cinematografico per antonomasia, che coinvolge autori emergenti e produzioni, quali sono stati i percorsi dei vari finalisti? Chi sta dando seguito ai propri progetti e, soprattutto, quali soluzioni hanno scelto per svilupparli? È anzitutto irrinunciabile citare quanto avvenuto ad Alessandro Tonda, autore dello scritto Statale 87, ora ribattezzato The Shift, il cui copione vede come coautore Davide Orsini: il Pitch non ha semplicemente costituito un’occasione, ma, a detta dello stesso autore, un vero e autentico «cambiamento lavorativo».

Dopo questo infatti la Notorious Pictures, una delle ventuno realtà produttive presenti, si è mossa in supporto della storia, opzionandone il soggetto e suggerendone una seconda stesura: un concatenarsi di fattori che ha comportato per Tonda la firma del suo primo contratto di sviluppo. Una sfida che si sta pian piano concretizzando, rendendo così l’esperienza del Pitch «assolutamente necessaria», per usare le sue stesse parole, e vincente. Il tutto in attesa che il grande schermo possa rendere giustizia.

C’è anche spazio per Alessandro Capitani, premio David di Donatello 2016 per il cortometraggio Bellissima, che è ora prossimo ad esordire col suo primo lungometraggio dal titolo In viaggio con Adele: pur non trattandosi dell’idea proposta allo speed date, il progetto promette fin da subito grandi aspettative, viste anche le firme imponenti di Nicola Guaglianone alla sceneggiatura e di Paco Cinematografica alla produzione. A colorare il cast due interpreti d’eccezione: Sara Serraiocco, reduce dal successo per La ragazza del mondo, e Alessandro Haber.

Va senz’altro spesa un’ampia parentesi sul vincitore del Pitch, Lorenzo Lodovichi, che sta ad oggi dando seguito alla soddisfazione riscossa: dopo aver convinto buona parte delle produzioni nostrane presenti all’iniziativa, ha infatti gradualmente consolidato un rapporto con Ines Vasiljevic, produttrice con cui sta sviluppando il proprio scritto. «Dopo lo speed date non ci siamo sentiti per qualche mese, entrambi occupati da altri progetti» ci ha spiegato Lodovichi stesso: «Poi ci siamo incontrati, mi è stato confermato l’interesse per l’idea e abbiamo valutato quali strade potessimo seguire per realizzarlo. Il Pitch è stato indubbiamente utile, in qualche modo ha aperto una porta».

I due sono stati, inoltre, selezionati alla Biennale College Cinema, circuito italiano esclusivamente dedicato a team di registi e produttori italiani, partecipando così a un workshop di sviluppo a Venezia. Titolo del progetto: Wild Youth. In ultima analisi c’è da menzionare l’intrigante cammino intrapreso da Adriano Sforzi: il suo soggetto Lo spettacolo viaggiante ha da poco ottenuto il finanziamento della Regione Emilia Romagna.

Ecco cosa ci ha rivelato: «Vivo a Bologna e finalmente esiste in Emilia un Fondo per il sostegno alla produzione di opere cinematografiche e audiovisive. Ho scelto di presentare la domanda di sviluppo col mio gruppo Ventottoluglio perché negli anni abbiamo raggiunto diversi risultati: dal David con Jody delle giostre, ai Premi al Biografilm 2015 con L’equilibrio del cucchiaino, fino a Più libero di prima andato in onda su Doc3 e finalista a Bellaria 2017.

Credo che la Regione abbia premiato il mio progetto proprio per collaborazione tra soggetti diversi del territorio che possono così continuare a sviluppare il proprio percorso. Oltre però alla qualità del soggetto, che ha preso il massimo dei voti. La partecipazione al Pitch 2016 è stata fondamentale dal punto di vista personale: Lo spettacolo viaggiante è il mio sogno nel cassetto e l’avevo lasciato lì dal 2005, quando avevo scritto il primo trattamento.

 

 

Da quest’ultimo nel 2011 ho girato il corto Jody delle giostre, ma poi ho cercato di sviluppare un altro lungometraggio, Tarzan Soraia, che, dopo essere passato di mano in mano tra vari produttori e sceneggiatori, non sono riuscito a realizzare. Così ho deciso di abbandonarlo. Dopodiché ho letto del vostro Pitch in the Day e ho riaperto il cassetto dei sogni per lavorare alla nuova stesura de Lo Spettacolo viaggiante. In estate scrissi le ultime scene, chiuso da solo in una casetta di montagna, mentre fuori erano i giorni di ferragosto e tutti festeggiavano.

Essere selezionato è stata una grande spinta per tornare a credere in questo film. Incontrare 21 produttori in un modo folle, come quello di 5 minuti faccia a faccia, mi ha reso ancora più convinto di quello che voglio fare: essere obbligati alla sintesi vuol dire capire meglio il cuore di quello che vuoi raccontare. E questo è fondamentale. Dopo il Pitch ho continuato a sottoporre il mio progetto ai produttori interessati, ma con nessuno di loro si è creata la volontà di lavorare concretamente sul progetto.

Così ho analizzato i motivi di questa difficoltà e credo che siano nell’aver scritto un film che piace, ma è troppo costoso per un’opera prima. Ormai però ci credevo, non potevo più mollare. Per cui ho convinto una producer, Marilisa Murgia, ad aiutarmi con il Bando dell’Emilia Romagna, ho chiamato tutti i “bolognesi” per avere da loro una lettera d’interessi, e ora, che arriva agosto, ho chiamato di nuovo quella casetta in montagna. Stavolta per scrivere voglio almeno un ventilatore!».

di Francesco Milo Cordeschi

      

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