I PEGGIORI di Vincenzo Alfieri (2017)

, Opere Prime

I peggiori, primo lungometraggio del giovane regista Vincenzo Alfieri (classe ’86), è un action movie ambientato a Napoli, la cui comicità coinvolgente rende il giovane esperimento un film complessivamente riuscito.

Fabrizio (interpretato dallo stesso regista) e Massimo (un esplosivo Lino Guanciale) sono due fratelli romani, ancora non del tutto ambientatisi a Napoli, che, come una strana coppia di coniugi, crescono la loro sorellina tredicenne Chiara (Sara Tancredi). La madre, una ladra truffatrice, è ancora ricordata da tutti in città, nonostante sia fuggita ormai da tempo lasciando soli (e al verde) i tre figli.

Fabrizio lavora presso gli archivi del tribunale di Napoli, mentre Massimo è impiegato saltuariamente come manovale presso un cantiere gestito da un albanese non troppo raccomandabile, che gli deve oltre tre mesi di stipendio arretrato. I due, squattrinati e in difficoltà per il mantenimento della piccola Chiara, decidono, quindi, di procurarsi dei soldi arrangiando un furto nel cantiere dove lavora Massimo.

Per una serie di coincidenze, però, i due fratelli finiranno per portare alla luce un illecito sequestro di passaporti di dipendenti extracomunitari: l’opinione pubblica e la stampa iniziano a parlare dei “demolitori” come di due giustizieri mascherati, che demoliscono sul web i truffatori e i malfattori di una Napoli abbandonata a sé stessa. Ne nascerà un vero e proprio fenomeno che porterà a Fabrizio e Massimo soldi, ma anche molti guai.

Il film segue indubbiamente una nuova scia cinematografica italiana, il cui inizio è segnato da film come Smetto quando voglio e Lo chiamavano Jeeg Robot: un cinema giovane, che si muove a cavallo tra la critica sociale e il comico, i cui riferimenti partono dall’action movie americano, anche dal punto di vista tecnico-stilistico.

Ma anche questa volta non manca una caratterizzazione tutta italiana, nel caso de I peggiori napoletana (la ritroviamo nei pungenti battibecchi tra Chiara, che parla solo dialetto, e i fratelli, che invece il napoletano non l’hanno mai imparato).

Veramente ben riusciti sono i dialoghi e il ritmo comico: emerge una grande complicità tra gli attori che vi hanno preso parte, e il divertimento è assicurato. Un punto a sfavore de I peggiori sono forse alcune lacune nella sceneggiatura, che conclude troppo rapidamente e in maniera un po’ frettolosa il finale, dopo così tante, anche sofferte, premesse.

di Daria Marcon