NOBILI BUGIE di Antonio Pisu (2017)

, Opere Prime

Durante la Seconda Guerra Mondiale, sui colli bolognesi la nobile famiglia Martellini sopravvive a un drastico crollo economico, oziando nell’unico luogo che ancora possiede: la tenuta Villa La Quiete. Piuttosto che lavorare, i nobili approfittano, per tirare avanti, dell’arrivo di una famiglia di ebrei in cerca di rifugio. Gli ospiti, infatti, pur di essere nascosti, sono disposti a pagare mensilmente un lingotto d’oro.

Non appena la situazione economica della famiglia Martellini sembra essersi ripristinata, la guerra finisce. La famiglia, però, decide avidamente di organizzare una serie di sotterfugi per fingere che il conflitto non sia ancora terminato.

L’opera prima di Antonio Pisu si muove tra più generi cinematografici, ma sembrerebbe soffermarsi in particolar modo sui toni della black comedy, enfatizzati anche dalla presenza di alcuni personaggi, come il giardiniere cieco e il maggiordomo sordo. A questo proposito, un’altra figura di spicco è il personaggio interpretato da Claudia Cardinale, la Duchessa Martellini, che sembra propendere per l’onestà e l’umanità, ma non esita a mettere da parte entrambe, pur di organizzare qualche festa.

Nobili bugie descrive, con toni per lo più leggeri e ironici, una classe parassitaria, egoista e indifferente alle disgrazie altrui e riesce a strappare a tratti qualche sorriso e a far sfiorare la commozione con un finale in parte drammatico, grazie soprattutto alla magistrale interpretazione di Giancarlo Giannini nei panni di Franco.

L’esordio di Pisu, che si è aggiudicato lo scorso ottobre la vittoria al Premio Di Venanzo per la miglior fotografia, presenta alcune scelte registiche interessanti. Ad esempio, il piano sequenza iniziale rende efficace la descrizione della condizione originaria della famiglia Martellini. Tuttavia, come si può notare facilmente nella suddetta scena d’apertura e anche in altri momenti della pellicola, i dialoghi possono risultare, a volte, esageratamente enfatizzati.

Da ricordare, inoltre, l’omaggio speciale riservato ad Arpad Weisz, stella della squadra di calcio del Bologna, vittima del nazismo.

di Irene Cocola