CUORI PURI di Roberto De Paolis (2017)

, Opere Prime

«Beati i puri di cuore perché vedranno Dio». Questo è il messaggio cristiano che Don Luca (Stefano Fresi) insegna al gruppo di giovani ragazzi che frequentano la sua parrocchia. Questo gruppo di ragazzi sta per compiere un passo molto importante per mantenere vivo l’insegnamento di Gesù, e cioè arrivare al matrimonio in castità.

Tra questi giovani vi è anche la timida e dolce Agnese, figlia di una devota credente, che proprio nel periodo che precede il giuramento di castità incontra Stefano, giovane con un passato difficile e una condizione familiare dolorosa, con il quale intreccia una storia d’amore che la porterà a mettere in discussione le sue scelte e le sue convinzioni.

Agnese e Stefano sono due cuori puri, seppur in due mondi lontanissimi tra loro. Agnese ha la sua fede e una madre che la educa insegnandole a vivere seguendo con fermezza gli insegnamenti cristiani. Stefano, invece, è un cuore puro che si è scontrato troppo presto e per troppo tempo con una realtà feroce che non riesce, però, ad abbandonare.

I due ragazzi si cercano per riuscire a trovare il proprio posto nel mondo o solo un’ancora di salvezza. La loro relazione s’intreccia sullo sfondo della periferia romana con la sua povertà, i ragazzi che si guadagnano da vivere spacciando droga e i problemi tra italiani e stranieri, con lo stesso protagonista che intrattiene ogni giorno una lotta senza quartiere contro un gruppo di rom per tenerli lontani dal parcheggio dove lavora.

Cuori puri film d’esordio di Roberto De Paolis trova molti punti in comune con La ragazza del mondo, altro esordio alla regia di Marco Danieli del 2016, dove la protagonista faceva parte dei testimoni di Geova e anche lei s’innamorava di un ragazzo di borgata.

Agnese per tutto il film è lacerata nell’animo, da una parte non vuole perdere la propria purezza e la propria fede e dall’altra non vuole rinunciare al sentimento profondo che la lega a Stefano. I giovani attori che interpretano Agnese e Stefano, Selene Caramazza e Simone Liberati, fanno un lavoro incredibile rendendo i propri personaggi perfettamente credibili, dando loro una grande forza espressiva ed emotiva.

Anche il resto del cast è perfetto, con un plauso particolare a Stefano Fresi, nei panni di Don Luca, a cui sono affidati dei monologhi molto belli che consegnano allo spettatore degli interessanti spunti di riflessione. Don Luca è l’esempio di un prete che cerca di avvicinare i ragazzi alla religione introducendo, con delle similitudini, gli insegnamenti della Bibbia nella loro quotidianità.

La sceneggiatura è curata, anche se i personaggi potevano trovare uno sviluppo interiore più approfondito e la storia, soprattutto all’inizio, fatica a ingranare rendendo il film un po’ lento e con pochi punti di svolta. In ogni caso si esce dal cinema con una sensazione di soddisfazione per un’opera prima intensa e dalla grande sensibilità.

di Silvia Festini Battiferro