THE SPACE BETWEEN di Ruth Borgobello (2016)

, Opere Prime

The Space Between, opera prima della regista italo-australiana Ruth Borgobello, segue le vicende di Marco, ex chef di talento che decide di lasciare New York per tornare a vivere nella sua città natale, Udine, dopo un lutto familiare e Olivia, ragazza australiana che si trova anch’essa a Udine per vendere la casa di famiglia.

Marco, rientrato in patria, ha abbandonato la sua carriera tra i fornelli e ha trovato un lavoro in fabbrica. Le sue giornate trascorrono monotone e senza entusiasmo, se non fosse per i momenti in cui il protagonista si trova in compagnia del suo più caro amico, Claudio.

Quando un evento drammatico sconvolgerà la realtà di Marco, quest’ultimo si vedrà costretto a rivedere la sua vita e a cercare di ritrovare la passione per essa, e lo farà anche grazie al rapporto con la bella Olivia.

Il film affronta numerosi temi, nel corso della storia, tra cui la paura del futuro, la sensazione di smarrimento e ansia nei confronti delle scelte da prendere, l’elaborazione del lutto, il lottare per i propri sogni. Ma il tema che percorre tutto il racconto è quello dell’amore in tutte le sue forme: l’amore verso una ragazza, l’amore per un amico, l’amore verso un padre. Ed è sempre un amore raccontato con grande naturalezza e spontaneità, senza risultare mai melenso.

Ruth Borgobello è originaria proprio del Friuli Venezia Giulia e, infatti, percepiamo quanto lei sia affezionata a queste terre e quanto ci sia di autobiografico nel film. Forse, proprio grazie al suo legame con questi territori, la regista è stata capace di rendere i paesaggi davvero magici e trasformarli in una cornice perfetta per la vicenda narrata nel lungometraggio.

La fotografia è sicuramente uno dei punti vincenti del film perché riesce a trasmettere allo spettatore quella sensazione di incertezza, ma al tempo stesso di poeticità che vi è nel racconto.

Gli attori fanno tutti un ottimo lavoro, a cominciare dal protagonista Marco, interpretato da Flavio Parenti, passando per Lino Guanciale, nella parte dell’amico Claudio, fino ad arrivare alla protagonista femminile, Maeve Dermody, che sembra una versione un po’ più malinconica, ma pur sempre svampita e dolce, di Zooey Deschanel nella serie americana New Girl.

Molto belli i dialoghi tra i protagonisti, sia quelli in italiano sia quelli in inglese, che non sono mai scontati, seppur nella loro semplicità.

L’unica cosa che non è riuscita fino in fondo a Ruth Borgobello è stata quella di seguire tutte le trame con la stessa cura e, quindi, alcuni aspetti del film vengono appena accennati, mentre su altri viene posta fin troppa attenzione.

In alcuni momenti sembra perdere un po’ le redini della storia e ciò fa risultare alcune parti troppo lunghe e poco incisive. Nonostante ciò, il film rimane un prodotto convincente, che mette in scena una spaccato del nostro presente con una discretezza e una delicatezza davvero rare.

di Silvia Festini Battiferro