Intervista ad Alessandro Tonda: Grazie al Pitch in the Day firmo il mio primo contratto

, Fatti di cinema

Dopo aver frequentato diversi corsi di scrittura creativa e regia cinematografica, dal 2005 Alessandro Tonda collabora con alcuni tra i più grandi nomi del panorama cinetelevisivo italiano, prima in qualità di assistente alla regia e poi di aiuto regista. Realizza spot, videoclip e cortometraggi, vincendo numerosi premi. A settembre viene selezionato tra i ventuno finalisti della prima edizione del Pitch in the Day. Non vince. Tuttavia, stringe un rapporto con Notorious Pictures, con cui ha da poco firmato il suo primo contratto da autore. Attualmente infatti, assieme a Davide Orsini, sta lavorando alla stesura della sceneggiatura di The Shift, sua opera prima.

  • Anzitutto una domanda inevitabile, quant’è difficile per gli autori emergenti farsi notare all’interno di questa industria?

Beh, è difficile ma non impossibile. Molti giovani autori hanno nel cassetto un mucchio di idee originali, anche coraggiose. Per fortuna i produttori si stanno pian piano accorgendo che è giusto scommettere su di loro.

  • Quant’è stata importante per te l’esperienza del Pitch in the Day?

Moltissimo, un’occasione importantissima. Ha significato un cambiamento lavorativo non indifferente nella mia vita.

  • Condensare il racconto di un’idea e di una storia nell’arco di cinque minuti è una sfida impegnativa. La modalità dello speed-date prevede proprio questo. Come ti sei preparato?

Per il Pitch non mi sono esattamente preparato. Ho semplicemente radunato i miei amici più cari e più stretti, raccontando loro la storia. È stato molto utile, mi hanno aiutato a trovare i concetti chiave più rappresentativi del soggetto.

  • Sappiamo che il tuo soggetto è piaciuto a molte delle realtà produttive presenti all’iniziativa. In particolar modo a Notorious Pictures, con cui sei rimasto in contatto. C’è qualcosa che ti senti di voler condividere con noi oggi?

Con molto piacere posso dire che il Pitch mi ha aiutato a far conoscere la mia idea. Ho trovato un grande interessamento da parte di molte produzioni, soprattutto di Notorious che da subito ha creduto fortemente nell’idea, decidendo così di lavorare con me e Davide. Abbiamo da allora condiviso un’impresa, coraggiosa e piena di aspettative.

  • Il nostro magazine ha, da poco, compiuto un anno. Molti dei nostri lettori sono anche aspiranti cineasti che non hanno idea di cosa significhi rapportarsi con una casa di produzione. Sulla base della tua esperienza, com’è stato rapportarsi con la Notorious? Quali sono stati i diversi step dal Pitch in avanti?

Innanzitutto, il rapporto con una produzione è un semplice dialogo, un confronto. Finito il Pitch hanno opzionato il nostro soggetto, ci hanno fatto delle note, che abbiamo condiviso con uno scambio di idee reciproco, e siamo arrivati a una seconda stesura del soggetto. Dopodiché si sono presi una decina di giorni per valutare, ci hanno chiamati e hanno detto di procedere con la scrittura, dandoci così l’incarico.

  • A settembre avrà luogo la seconda edizione del Pitch. Proprio in questi mesi sono aperte le iscrizioni. È un’esperienza che consiglieresti ai tuoi colleghi?

Assolutamente sì. È un’esperienza fondamentale ed è un modo davvero utile per potersi raccontare e dire: «Ok, esisto anch’io!». Finalmente qualcosa di pratico e concreto, non solo parole!

  • In Italia c’è una malsana tendenza a credere che l’unico modo per farsi strada all’interno di questa industria sia soltanto tramite conoscenze o raccomandazioni. Il Pitch in the Day, invece, si pone l’obiettivo di sfatare questo pregiudizio, accorciando le distanze tra creativi e produzioni, e garantendo comunicazione e circolazione di idee. Credi che questo obiettivo sia stato raggiunto? Cosa ti sei portato a casa dopo la nostra iniziativa?

Credo che l’obiettivo sia stato raggiunto in pieno. Quello che mi sono portato a casa è soprattutto un’esperienza di contatto umano. Spesso si mandano mail, si bussa a delle porte e quasi mai si ha la possibilità di poter guardare in faccia un produttore, convincendolo che la tua idea è forte o che hai semplicemente qualcosa da raccontare.

  • Per chiudere, che aggettivo useresti per definire il Pitch?

Assolutamente necessario.

Ricordiamo le tre deadline per la presentazione dei vostri progetti: 30 maggio, 30 giugno e 30 luglio.

Ci vediamo a settembre!

di Francesco Milo Cordeschi e Camilla Di Spirito