L’opera prima di Roberto De Paolis alla Quinzaine des Réalisateure

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Come è stato annunciato, saranno ben tre i titoli italiani a sfilare nella Quinzaine des Réalisateure di questa settantesima edizione del Festival di Cannes.

Dopo l’acclamata pellicola L’intervallo, vincitrice del David di Donatello al miglior regista esordiente nel 2013, torna a parlare di sé Leonardo Di Costanzo: la sua opera seconda L’intrusa, che vede come interpreti principali Raffaella Giordano e Valentina Vannino, attinge alle vicende di un’appassionata gestrice di un centro d’accoglienza, situato nel pieno della periferia napoletana.

La stabilità di quella che, negli anni, è divenuta una comunità solidale verrà presto compromessa dal misterioso avvento della coniuge di un camorrista, intenda a nascondervisi temporaneamente. «Non è un film sulla camorra» ha tenuto a precisare lo stesso regista: «è un film su chi ci convive, su chi giorno per giorno cerca di rubargli terreno, persone, consenso sociale, senza essere né giudice né poliziotto.

Ma è anche una storia su quel difficile equilibrio da trovare tra paura e accoglienza tra tolleranza e fermezza». A fargli compagnia sarà un altro autore giunto alla sua seconda prova: l’italo-americano Jonas Carpignano, già noto al pubblico della Croisette, a cui nel 2015 sotto la Semaine de la Critique presentò il suo debutto Mediterranea. Il film che lo vede ora sotto i riflettori è A ciambra, incentrato sulle quotidianità degli abitanti rom di Gioia Tauro in Calabria.

Desta grande interesse Roberto De Paolis che, con la sua opera prima Cuori puri,  diviene uno dei diretti concorrenti per la Caméra d’or. Ha dichiarato: «Al centro del mio film c’è il tema della verginità: da una parte quella del corpo, illusione infantile di purezza e di perfezione e dall’altra quella del territorio, metafora di barriere e muri che si alzano a protezione dell’identità».

Protagonisti principali sono due poli opposti: un giovane scapestrato dal passato di difficile e una fragile diciassettenne, tesa ad onorare una promessa di castità fino al matrimonio: «I cuori puri del film, Stefano e Agnese, sono incapaci di tendere al mistero e al rischio della diversità» ha aggiunto De Paolis. Un racconto di grande tenerezza che è stato fin da subito presentato come «uno sguardo alternativo sul nuovo cinema italiano».

Ad impersonare la coppia troviamo Selene Caramazza e Simone Liberati (rispettivamente Agnese e Stefano), seguiti da Barbora Bobulova, Stefano Fresi, Edoardo Pesce, Antonella Attili, Federico Pacifici e Isabella delle Monache. L’autore, trentasettenne romano che vanta già diversi corti in filmografia, giunge così al suo primo lungometraggio, prossimo all’uscita in sala il 25 maggio.  

di Francesco Milo Cordeschi

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