OVUNQUE TU SARAI di Roberto Capucci (2017)

, Opere Prime

Roberto Capucci, nel suo primo lungometraggio, Ovunque tu sarai, ha voluto rendere omaggio a una sua grande passione, che lo accomuna a tantissimi italiani, e cioè il calcio.

La storia segue le vicende di Francesco (Primo Reggiani), Carlo (Ricky Memphis), Loco (Francesco Apolloni) e Giordano (Francesco Montanari), quattro amici conosciutisi allo stadio, che partono alla volta di Madrid per festeggiare l’addio al celibato di Francesco, ma soprattutto per andare a vedere la partita della Roma in trasferta in Champions League.

Questo rocambolesco viaggio aiuterà il gruppo di amici a riflettere su sé stessi e sulla propria vita, portando a galla numerose insicurezze e segreti mai confessati ai propri compagni di avventure. Un road-trip che stravolgerà la vita di ognuno di loro attraverso imprevisti, situazioni divertenti e momenti di scontro.

In realtà il calcio, seppur molto presente, non è che un pretesto per raccontare una storia di legami e amicizie profondi. Nonostante questo, l’aspetto calcistico è uno degli elementi più belli del film perché mette in mostra il tifo nella sua accezione più pura, quel tifo che è fatto di passione, sogni e, perché no, anche superstizioni.

Tra i personaggi è Giordano, interpretato magistralmente da Francesco Montanari, il più superstizioso del gruppo e, grazie a questa caratteristica, sono sue molte delle scene più divertenti del film. Essendo il calcio solo una cornice della storia, il film può essere apprezzato da tutti e non solo dagli appassionati di questo sport.

L’opera prima di Capucci può contare soprattutto su due caratteristiche molto positive: la colonna sonora e il cast. La musica in questo film ha un ruolo assolutamente attivo perché molte scene ruotano attorno ad essa e, anche quando è utilizzata solo come sottofondo, riesce sempre a ispirare un determinato sentimento nello spettatore.

Gli attori protagonisti sono assolutamente perfetti, ognuno con specifiche caratteristiche, in una sinergia impeccabile, che permette la buona riuscita sia delle scene comiche sia di quelle più commoventi.

Purtroppo il punto dolente, nonostante vi siano numerose battute riuscite e momenti godibili, è la sceneggiatura. Il film è davvero colmo di luoghi comuni, che impediscono di dare un contributo originale e nuovo al filone dei road movie.

Il gruppo, infatti, viaggia sul tipico pulmino anni ’70 della Volkswagen, immancabile in un film itinerante. Immancabile come l’incontro con una bella spagnola, Pilar (Ariadna Romero), che porta scompiglio nel gruppo, ma soprattutto nel cuore di Francesco, prossimo alle nozze, anche se non troppo convinto di questa decisione. Il loro rapporto d’amore è davvero sviluppato in modo frettoloso e senza attenzione ai dettagli.

Non manca poi un personaggio in crisi con la moglie, dopo la perdita di un figlio, e uno con un grave problema di salute, che tiene nascosto al gruppo. Vi sono inoltre fidanzati gelosi, dipendenze, problemi sessuali e tutta una serie di circostanze prevedibili, che potevano sicuramente essere sostituite con situazioni meno ovvie.

Il film nel complesso, però, riesce a strappare più di qualche sorriso e anche qualche lacrima soprattutto, come abbiamo visto, grazie a un gruppo di attori davvero coeso e convincente.

di Silvia Festini Battiferro

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