David di Donatello 2017 tra “La ragazza del mondo” e “Il più grande sogno”: è doppietta per gli esordi!

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Cala il sipario su questa sessantaduesima edizione dei David di Donatello. Una cerimonia che non poteva che aprirsi nel ricordo di Gian Luigi Rondi, storico presidente dell’Accademia del Cinema italiano, venuto a mancare lo scorso settembre. Ad essere insignito del David alla carriera è stato il mattatore premio Oscar Roberto Benigni, presentato dal presidente Giuliano Montaldo. L’autore visibilmente commosso ha tenuto a fare una dedica all’intero cinema italiano, celebrandolo come il migliore di tutto il mondo e ringraziando, per l’ennesima volta, la sua eterna compagna Nicoletta Braschi.

Molti i film ad essersi resi protagonisti delle diverse cinquine, in primis La pazza gioia di Paolo Virzì, premiato come Miglior Film e Miglior Regia, Indivisibili, film rivelazione di Edoardo De Angelis e il rivoluzionario Veloce come il vento di Matteo Rovere, che fa bottino di buona parte dei premi tecnici. Molte le sorprese ad essersi susseguite. Antonia Truppo, già sul podio lo scorso anno con Lo chiamavano Jeeg Robot di Gabriele Mainetti, torna ad ampliare il suo palmarès per la pellicola di  De Angelis come Migliore attrice non protagonista, confermandosi una delle interpreti più prorompenti del momento. A seguirla Valerio Mastandrea per Fiore di Claudio Giovannesi, che conquista con ieri la sua quarta statuetta.

Alla loro prima collaborazione vincono il David alla Migliore sceneggiatura Edoardo De Angelis, Barbara Petronio e Nicola Guaglianone per Indivisibili, mentre per la Migliore sceneggiatura adattata, grande novità di quest’anno, a trionfare sono stati Gianfranco Gabiddu, Ugo Chiti e Salvatore De Mola per La stoffa dei sogni. Come suddetto, l’incalzante pellicola di Rovere fa faville in diverse categorie: Miglior trucco (Luca Mazzoccoli), Miglior suono (Angelo Bonanni), Miglior montaggio (Gianni Vezzosi), Migliori effetti digitali, Migliore fotografia (Michele D’Attanasio) e per finire Migliore attore a Stefano Accorsi, un riconoscimento che era nell’aria vista la sua grande prova. Ottimo seguito per l’opera tutta partenopea Indivisibili, forse il vero film-evento della stagione.

Una storia di grande intensità che ha trovato forza nell’incredibile audacia del duo Attilio De Razza e Pierpaolo Verga, premiati meritamente col David al miglior produttore. A questo si aggrega il Miglior costume, targato Massimo Cantini Parrini, che ha reso onore a tutti coloro che gli sconsigliarono di partecipare al progetto (visto l’esile budget), Miglior musicista e migliore canzone (doppio riconoscimento per un Enzo Avitabile in stato di grazia). Premiati anche Pif, alla sua terza statuetta dopo l’exploit de La mafia uccide solo d’estate, che porta a casa il secondo David Giovani per In guerra per amore, Animali notturni di Tom Ford (David al miglior film straniero), Io, Daniel Blake di Ken Loach (David al miglior film europeo), Volfango De Biasi per Crazy for Football per la categoria Miglior documentario e Mario Piredda per A casa mia come Miglior cortometraggio

Dulcis in fundo i nostri stimati esordienti. Due le opere ad essersi imposte: La ragazza del mondo di Marco Danieli, che col David al miglior regista esordiente matura ufficialmente un percorso di grande spessore, inaugurato alle Giornate degli Autori di Venezia, e Il più grande sogno di Michele Vannucci, cui va il 3 Future Award, segno della grande fiducia riposta dal pubblico. Congratulazioni a nome di tutta la redazione di Opere Prime! Miglior film a La pazza gioia di Paolo Virzì, che incassa anche la sua prima statuetta come Miglior Regista, facendo seguito alla Migliore acconciatura di Daniela Tartami, alla Migliore scenografia di Tonino Zera e a una provata Valeria Bruni Tedeschi, premiata come Migliore attrice.

di Francesco Milo Cordeschi

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