IL CRIMINE NON VA IN PENSIONE di Fabio Fulco (2016)

, Opere Prime

Di una semplicità disarmante, Il crimine non va in pensione è un breve, schietto film capace di parlare ai sentimenti più semplici, in modo diretto ma con un retrogusto di amara malinconia. Sasà (Fabio Fulco) è un giovane infermiere di un centro per anziani. Quando scopre che Edda, un’ospite del centro, è rimasta senza soldi per pagarsi il soggiorno, insieme al gruppo di anziani amici della donna, s’ingegna per mettere a punto «il colpo del secolo»: rapinare il Bingo. Complice la solarità dei volti dei protagonisti, Il crimine non va in pensione scorre in modo fluido, dinamico, esplorando cliché tipici della spy story e del thriller americani. Può vantare personaggi caricati, ma non macchiettistici, pregio non da poco, e gioca sulla simpatia che in modo naturale essi suscitano nello spettatore. Con la sua regia Fabio Fulco sperimenta, passando da un uso imperante dello sguardo in camera e del contatto diretto con lo spettatore a una dilatazione del tempo della storia, più votato alla narrazione. La scrittura del film trova grande piacere nella parola e nell’“effetto bolla” del monologo, vero filo conduttore del racconto. Un cast di attori rodati, come quello proposto, d’altro canto, può solo essere una garanzia, giocando infatti su un’attribuzione delle parti quasi da Commedia dell’Arte. E funziona: Stefania Sandrelli dà vita a un personaggio dolce, reale, bello. Orso Maria Guerrini partecipa in un doppio ruolo: quello di grande volto del cinema italiano e quello di grande personaggio carismatico. Salvatore Misticone è eccezionale, supportato anche da un montaggio ad hoc: il suo personaggio è vivace, buffo, genuinamente simpatico. In realtà il montaggio, narratore onnisciente della storia, gioca dall’inizio alla fine un ruolo da protagonista: taglia, sintetizza, svela, si muove a tempo, e soprattutto cita la passione per il cinema e l’impatto che, come già detto, le spy story e i grandi western hanno avuto e tuttora hanno sulla vita di tutti i giorni e le sue banalità. Un montaggio che tanto eredita, a ben guardare, anche dai più recenti trend di YouTube: frasi tronche, sintetizzate, situazioni esagerate, ma di grande efficacia. In definitiva, Il crimine non va in pensione gioca in modo divertente le sue carte, proponendo al pubblico uno specchio in cui guardare all’amara condizione degli ultimi, dei “fuori tempo” e dei dimenticati, ma in modo fresco e vivo, com’è giusto che sia.

di Viola Viteritti

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