DUE EURO L’ORA di Andrea D’Ambrosio (2015)

, Opere Prime

Due euro l’ora, opera prima di Andrea D’Ambrosio, è liberamente ispirata a un vero fatto di cronaca italiano del  2006: la tragedia del materassificio “Bimaltex” di Montesano, in Campania, dove persero la vita due lavoratrici, Giovanna Curcio, adolescente di 15 anni, e Annamaria Mercadante, donna di 49. Celebre per diversi cortometraggi, D’Ambrosio abbandona il genere documentaristico per dedicarsi a raccontare una storia “reale” nel suo primo lungometraggio di finzione, in cui lo spunto del fatto di cronaca è una rampa di lancio per narrare le condizioni della società del Meridione, dove gli abitanti lavorano duramente per garantirsi la sopravvivenza e spesso guadagnando soltanto due euro l’ora. Le protagoniste del film sono Chiara Baffi e l’esordiente Alessandra Mascarucci. Quest’ultima interpreta Rosa, ragazza diciassettenne senza madre e in costante conflitto con il padre, autotrasportatore su tratte lunghe. Chiara Baffi, invece, è Gladys, donna nubile, tornata dopo anni dall’America del Sud. Entrambe, Rosa e Gladys, s’incontrano in una piccola sartoria abusiva, creata in un sottoscala di un magazzino. Le giornate passate nell’illegale laboratorio tessile a cucire tessuti “in nero” sono supervisionate dal dispotico e manesco datore di lavoro Blasi, interpretato da Peppe Servillo, un piccolo imprenditore che per far fronte alla crisi si è trovato costretto a realizzare una piccola sartoria abusiva, all’interno della quale nulla è a norma di legge, persino chi ci lavora. La pellicola ci mostra un Sud italiano fermo sul modus operandi del clientelarismo, tipico delle società in cui lo Stato è assente: possiamo vedere, in una scena del film, come i carabinieri siano delle vere e proprie macchiette che, entrati per compiere un’ispezione, vengono immediatamente distolti dal loro compito da una calda tazza di caffè. Oltre allo sfruttamento operaio, il film tratta altre tematiche di denuncia sociale: se da una parte abbiamo la discriminazione femminile sul posto di lavoro con stipendi sottopagati e abusi, dall’altra D’Ambrosio inserisce la mancanza di cultura, che causa la tipica incapacità del Sud di far emergere un sano senso di rivalsa. Ad esempio, il personaggio di Rosa non comprende l’utilità di conseguire il diploma, ma sogna di emigrare in Svizzera per raggiungere il fidanzato Nicola, costretto ad espatriare. Al Bari International Film & TV Festival Andrea D’Ambrosio ha ottenuto il premio “Francesco Laudadio” come  Regista Miglior Film Nuove Proposte Cinema Italiano.

di Clarice Di Faustino

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