A NEW MOON OVER TOHOKU di Linda Ohama (2016)

A New Moon over Tohoku è la celebrazione della rinascita del Giappone nordorientale, devastato dal terremoto, dallo tsunami e dal disastro nucleare che lo hanno colpito nel 2011. In particolare, con la forma del documentario, vengono collezionate testimonianze di cittadini di Iwate, Miyagi e Fukushima. Famiglie intere raccontano le proprie intime e drammatiche esperienze, con voci rotte dalla commozione e, spesso, gote rigate dalle lacrime. Nonostante il tono luttuoso e tragico, vengono esaltate e descritte storie d’amore, sentimento rivolto dai testimoni dell’accaduto alla loro terra e ai loro spiriti, quasi con una dolce speranza e una forte presa di coscienza: la natura è pericolosa e dannosa, ma anche benevola e necessaria all’uomo. Gli intervistati hanno accettato ciò che è successo come se fosse destino che potessero raccontare una verità che il mondo non può ignorare, ma che anzi deve imparare. Il film è diviso in archi narrativi, quasi ci trovassimo di fronte a un’archiviazione delle testimonianze raccolte. Queste sono, infatti, divise per elementi: terra, acqua, aria, fuoco e vento e poi memorie e ricordi insieme. Visualmente spettacolare e sociologicamente efficace, A New Moon over Tohoku coniuga con naturalezza la ragione e la spiritualità, raccogliendo sia opinioni tecniche e pratiche, sia poetiche e filosofiche. La regista indipendente Linda Ohama, scrittrice nippo-canadese, ha realizzato questo film nel corso di due anni e mezzo. A fine proiezione, tuttavia, rivela che il progetto iniziale era quello di trascorrere solo due mesi sul campo, ma ammette di non essere riuscita a distaccarsi dalle persone che aveva conosciuto. Ohama descrive la vita come circolare, e questa circolarità è simboleggiata dalla “new moon” (nuova luna), che preannuncia un nuovo inizio, sostenuto dall’incrollabile speranza che accomuna i testimoni giapponesi. Obiettivo della pellicola è quello di sensibilizzare, graffiando e lasciando un segno profondo sullo spettatore e sul mondo. Il Giappone non va abbandonato e, più in generale, non bisogna mai arrendersi e abbandonarsi di fronte alle difficoltà.

di Sofia Peroni

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