AL CUORE SI COMANDA di Giovanni Morricone (2003)

, Opere Prime

08Commedia romantica dal ritmo brillante, Al cuore si comanda è l’esordio cinematografico di Giovanni Morricone figlio del maestro Ennio. Appurato questo, da dire resta ben poco. Il film non mostra niente che non sia già stato mostrato, con tematiche interessanti, ma senza coraggio. Pur cercando di proporre un anti-eroe da muovere fra sfortune e ansie contemporanee, il film si limita a galleggiare nel cliché, in una simpatia costruita, al bivio fra piacevole commedia e fiction di bassa qualità, per fotografia, ritmo, toni di voce e verosimiglianza. È un limbo senza conflitti né evoluzioni. Lorenza è una ventinovenne in crisi esistenziale. Agente immobiliare dalla dubbia professionalità (dettaglio cui nessuno sembra far caso), vive fra pettegolezzi con le amiche, reciproca insofferenza con la madre e un’ansiosa attesa del vero amore. Incappa casualmente in Riccardo, musicista disoccupato, prima investendolo con l’auto e poi riconoscendolo al telegiornale, mentre minaccia di gettarsi nel vuoto se non gli verrà offerto un lavoro. I giornalisti intervenuti ne forniscono il numero di telefono (salvando la vita sua e quella degli sceneggiatori) e Lorenza lo chiama. Riccardo è adesso ingaggiato come “fidanzato”, figura mitologica da presentare ad amici e parenti, che dovrà attenersi a una scaletta ben definita e piena di romanticherie. Sistema che, una volta incontrato Giulio, affascinante e ricco dentista, le si ritorcerà contro. Mancando di un’atmosfera coinvolgente, complice una fotografia e una regia piuttosto standard, gli eventi prevalgono sugli attori, che si adeguano a quanto stabilito dallo script. È difficile entrare in contatto con i personaggi, far nascere un’empatia. Né Lorenza né Riccardo affrontano alcun cambiamento: l’amore reciproco non basta a far evolvere i personaggi, semplici predestinati circondati da difficoltà. Favino, in realtà, riesce a costruire un carattere funzionante, rendendo Riccardo simpatico e credibile, ma la sceneggiatura non è dalla sua: fine a se stessa l’idea di vendicarsi di Lorenza tramite internet. Se, professionalmente, la ragazza non ne ricava alcun danno d’immagine, resta da capire come possa, sul piano personale, dimenticare tanto in fretta. Claudia Gerini è ridotta a macchietta dalle sfumature tardo-adolescenziali. Non è sbadata, non è innamorata, non fa qualcosa perché davvero lo vuole: si muove sull’onda di ansie senza mai vincerle. Il finale sarebbe stato una buona occasione. Spicca Sabrina Impacciatore, che interpreta l’amica Paola e il cui ruolo è un perno in questa giostra senza saldature. Non è chiaro, tuttavia, se ciò fosse voluto o sia merito del carisma dell’attrice. In sostanza, il film aveva in mano ottime carte: una donna può essere donna anche senza un fidanzato, imparando a combattere contro le pressioni sociali. Ma sceglie di non prendersi sul serio e riporre queste carte in tasca.

di Viola Viteritti

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