TOTO di John Paul Su (2016)

Toto di John Paul Su, esordiente regista filippino-americano, racconta la storia di Antonio “Toto” Estares (Sid Lucero), giovane cameriere che lavora in un hotel di Manila e coltiva il mito di Tom Cruise e l’ossessivo sogno di trasferirsi in America. A fargli da guida spirituale, il fantasma dell’eccentrico padre che si mostra solo ai suoi occhi nelle occasioni più disparate. Supportato dal fedele e affezionato cugino, Toto tenterà diverse strade per approdare negli USA, tra cui creare una finta famiglia per rendersi più presentabile e motivare il suo viaggio ai funzionari dell’ambasciata. In quella che acquisirà i connotati di una vera e propria odissea per conquistare il tanto agognato visto, Toto incontrerà diversi personaggi e affronterà notevoli peripezie nel tentativo di approdare nella sua nuova patria d’elezione. Toto è una commedia sopra le righe, che riesce a comunicare ottimismo e gioia di vivere, facendoci affezionare all’ingenuo entusiasmo del protagonista, che non può non richiamare alla memoria dello spettatore italiano il Nando Mericoni di Un americano a Roma, con la sua testa tra le nuvole e le sue fissazioni. L’esordio di Su, però, sa anche farci riflettere sul senso di estraneità e incompiutezza che assale chi è alla ricerca del proprio posto nel mondo, sulle asperità di cui è colma la strada per sentirsi integrati e accettati, e al tempo stesso ci conduce a comprendere che, per raggiungere questo importante obiettivo, non ci si può affidare irrazionalmente alla folle e ossessiva ambizione di conquistare qualcosa, che ci illudiamo possa garantire una svolta alla nostra vita. Ma è necessario scendere più in profondità e arrivare alle radici della propria identità e dei propri desideri. Con l’ombra del fallimento costantemente alle calcagna, Toto è un ragazzo in cerca della sua strada, desideroso di emanciparsi dalla sua terra, dai suoi genitori, dal suo passato e di andare incontro al futuro e all’avventura. Ma ogni passo che compie sembra ricondurlo al punto di partenza, come in un crudele gioco del destino, che gli impone a ogni turno di ripassare dal via. Arriverà anche a rischiare di sacrificare persone a lui care, pur di ottenere il proprio scopo e raggiungere quell’America che finora è riuscito solo a intravedere di sfuggita, interagendo con gli ospiti statunitensi dell’hotel, ai suoi occhi tutti accattivanti, ricchi e realizzati. Soltanto al termine della sua avventura, Toto si renderà conto che non è tutto oro quel che luccica e imparerà un’importante lezione, riuscendo a conciliare il passato con il futuro, i ricordi con le speranze.

di Camilla Di Spirito

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