GIOVANI RIBELLI – KILL YOUR DARLINGS di John Krokidas (2013)

Ho visto le menti migliori della mia generazione distrutte da pazzia, morir di fame isteriche nude strascicarsi per strade negre all’alba in cerca di una pera di furia”. Questa frase, tratta dall’Urlo di Allen Ginsberg, si legge tutta d’un fiato e lancia la mente kill-your-darlingsgiù per la discesa senza fine e piena di ostacoli dell’animo umano, dove si ha bisogno di un approccio, da parte del lettore/spettatore, libero e metafisico. Ci si immerge così in un limbo meditativo dove la ragione perde il suo significato greco, abbandonandosi alla pura creazione. Giovani ribelli – Kill your darlings parla del fantastico e allucinante mondo della beat generation e di Allen Ginsberg. I loro testi, presenti anche nel film, sono pieni dell’inchiostro nero e denso di quegli anni e di puro rock anarchico, fiumi in piena che si formavano nelle loro teste drogate e sballate di artisti al limite, di bohémien americani, e fuoriuscivano dalle loro bocche piene d’alcool e fumo. Vivevano in un periodo storico dove si respirava l’odore del baratro, quella forte e pungente puzza di vuoto che ti attende dall’altro lato, quando si continua ad agire “secondo le regole”. Sentivano e avevano il bisogno di comunicare qualcosa in modo diverso. Kill your darlings ci mostra come nasce il genio creativo ed eclettico, sotto quali spinte emozionali e passionali la mente del giovane ebreo Ginsberg evolve e prende forma. Come in tutte le grandi storie, o almeno in quelle che contano davvero, i personaggi che vengono appesi alle pareti del nostro immaginario sbocciano in situazioni familiari e sociali per niente favorevoli e confortevoli. Il padre di Ginsberg era poeta, la madre una povera donna con crisi depressive. Allen vive in catene. Certo, ha rispetto per il padre e si prende cura di sua madre. Ma, così facendo, subisce le vite dei suoi genitori. Tutto cambia quando arriva la lettera di ammissione all’università ed ecco aprirsi una porta parallela traboccante d’aria fresca e di possibilità per il giovane Allen. Parte così la montagna russa del parco giochi esistenziale che porterà Ginsberg ad affrontare diverse tappe: la distruzione del ritmo, della forma e della metrica, la lotta contro l’istituzione letteraria nelle vesti dell’Università e, infine, il sentiero che percorre le vie dell’erotismo e dellakill_your_darlings ricerca interiore. Le cause e gli eventi che si susseguirono in quegli anni portarono alla creazione di uno dei movimenti più affascinanti che l’essere umano abbia mai creato. Esplosivo e a suon di beat, o meglio, a suon di beat generation, è il film diretto da John Krokidas che confeziona un prodotto piacevole e in linea con i principi del tema centrale del film. La giostra messa in movimento dal regista funziona in tutte le sue parti, con attori caratterizzati fin nei minimi dettagli, vissuti personali travagliati e aggrovigliati su se stessi tipici dei poeti di quel movimento, luoghi periferici densi di amore e scalpore. Ma ad impressionare è Daniel Radcliffe, l’ex maghetto di Hogwarts, che sorprende ancora e che, anche questa volta, sembra ballare uno straordinario e dannatamente sensuale valzer con il proprio personaggio, lasciando impressa nell’infinita sequenza digitale di zero e uno un’interpretazione densa e reale. È un film dedicato a tutti quelli che stanno cercando la strada verso una propria realizzazione artistica.

di Simone Corallini

Lascia un commento