LA SINDROME DI ANTONIO di Claudio Rossi Massimi (2016)

, Opere Prime

La sindrome di Antonio, esordio alla regia cinematografica e debutto in sala di Claudio Rossi Massimi, già autore, regista e conduttore radiotelevisivo, racconta la storia di un ventenne (Biagio Iacovelli) che, innamorato di Platone e della sua filosofia, nell’estate del 1970, subito dopo la maturità, decide di partire per la Grecia, lasindromediantonio_albertazzicon l’intento di conoscere più approfonditamente il suo mito. A bordo della Cinquecento della madre, intraprende quindi questo tanto agognato viaggio, che lo condurrà a trovare anche l’amore, che ha, in questo caso, le fattezze della bella Maria (Queralt Badalamenti). L’opera prima di Rossi Massimi, tratta dal suo omonimo romanzo, vanta l’ultima apparizione sul grande schermo di Giorgio Albertazzi, che interpreta Klingsor, un pittore chiuso in un significativo mutismo, dopo la scomparsa della sua donna, oltre alla presenza di Remo Girone, sapiente narratore che ci introduce nella storia e ci accompagna lungo il suo corso, e di Antonio Catania, nel simpatico e caricaturale ruolo dell’affittacamere Vassilis. Questo trio di attori navigati non basta, però, a risollevare un film che presenta, purtroppo, delle pecche difficilmente perdonabili. La storia risulta priva di mordente e si crea ben pocala-sindrome-di-antonio empatia con il protagonista, con i suoi desideri e obiettivi. Il processo di crescita del personaggio non ci appassiona né coinvolge profondamente. Questo anche a causa del ritmo narrativo estremamente lento e dei dialoghi pesanti e letterari. Il film ha una costruzione canonica e rassicurante, del tutto priva della dirompente carica innovativa che ci si aspetta da un esordio cinematografico, e pertanto lo si vedrebbe forse più a suo agio nel contesto del piccolo schermo. La sindrome di Antonio è purtroppo un film malriuscito, che, come tutte le occasioni mancate, ci lascia al termine della visione con una certa amarezza, ma almeno con il sollievo di non dover indagare oltre nella vita e nelle avventure di questo Antonio, la cui sindrome non ci contagia neanche per un istante.

di Camilla Di Spirito

Lascia un commento