LIFE AND A DAY di Saeed Roostaei (2016)

Somayeh è una giovane ragazza iraniana, combattuta tra ciò che deve e ciò che vorrebbe fare ed essere. Il suo unico desiderio è lasciare la famiglia, prendere le redini del proprio destino e dimostrare agli altri, e a sé stessa, che la vita è molto più dell’esistenza che conduce in casa. La madre malata, il fratellino sveglio e affezionato, i due fratelli maggiori sempre in conflitto tra loro e le sorelle ognuna con la propria vita. Un giorno, suo Life_and_a_Dayfratello maggiore, Morteza, le fa conoscere un afgano che vorrebbe sposarla e portarla in Afghanistan. Colpita dalla partecipazione del fratello, accetta l’offerta: d’altronde è la sua unica via di fuga dalla famiglia. Questa però ha in Somayeh il proprio baricentro e, dunque, l’equilibrio familiare viene messo a repentaglio, dando origine a una serie di situazioni estreme che spingeranno la ragazza a compiere la scelta più difficile della sua vita. Il film è l’esordio alla regia dell’iraniano Saeed Roostaei che, a soli 26 anni, si dimostra un cineasta promettente e stupisce lo spettatore con il dramma e la carica della storia che racconta. Il cast è stellare e regala diverse sequenze pregne di pathos, sentimento ed energia. In particolare, risaltano le tensioni tra i fratelli maggiori, Morteza e Mohsen, uno imprenditore ed attaccato al denaro, l’altro drogato ed esplosivo. I due continuano a fronteggiarsi, mentre l’eterna mediatrice è effettivamente Somayeh. La ragazza vuole la pace per la sua famiglia ma, soprattutto, che i suoi fratelli imparino a cavarsela senza di lei. E mentre Morteza vuole che lei se ne vada e conquisti la sua Life and a Day Saeedlibertà, Mohsen e gli altri la implorano di restare con ogni mezzo. Il titolo della pellicola (la vita più un giorno) viene menzionato da un’improvvisa domanda di Somayeh al fratello maggiore. Morteza, fumando una sigaretta, risponde che è un modo di dire che simboleggia un’eterna condanna senza ricevere il perdono, se non un giorno dopo la vita. Ossia, quando è troppo tardi. E, forse, è proprio ciò che vuole sventare la ragazza, frullando molteplici idee e piani di fuga. Forse vuole evitare che per la sua famiglia sia troppo tardi. Troppo tardi per imparare a cavarsela da soli, per imparare a contare l’uno sull’altro, ma anche su sé stessi, per imparare ad andare avanti, per imparare a vivere. Tutto prima che sia troppo tardi.

di Sofia Peroni

Lascia un commento