THALA MY LOVE di Mehdi Hmili (2016)

Thala My Love, opera prima del regista tunisino Mehdi Hmili, racconta la storia di Mohamed, un prigioniero politico che evade dal carcere e torna a Thala, sua città natale. Ormai disincantato e senza più alcuna fede nella rivoluzione, ha un unico obiettivo: ritrovare Hourya, la donna che ama, e scappare con lei in Algeria. Ma Hourya, ormai sposata ad un altro uomo, che però non ama, crede, a differenza di Mohamed, che nel loro Paese sia ancora possibile cambiare le cose. L’esordio di Hmili fotografa una Tunisia in piena guerra civile contro il regime di Ben Ali e ci regala una storia d’amore e rivoluzione, conducendoci per mano nei drammi inesplorati di un Paese che conosciamo solo attraverso l’eco dei telegiornali. In ciò risiedono anche il merito, il fascino e il significato del MedFilm Festival, preziosathalamylove rassegna che ha selezionato l’opera e che si pone l’obiettivo di aprire finestre sul mondo, mostrandoci scenari poco noti ed esplorati, squarci di vite distanti dai nostri occhi, ma ricche di storie e umanità. Alla proiezione di Thala My Love erano presenti anche il regista e il produttore, Mohamed Ali Ben Hamra, che ci hanno raccontato il film e i personaggi, sottolineando la straordinaria forza di Hourya, figura femminile che incarna idealmente la patria, desiderosa di cambiamento, pronta a liberarsi del passato, rappresentato dagli uomini della sua vita, e decisa a continuare a lottare in nome di un futuro migliore. L’amore per il proprio Paese diviene, quindi, un amore superiore, quasi impossibile, per quanto forte e sconfinato. E in nome di questo amore vale la pena portare avanti la lotta contro la realtà dei fatti, contro le difficili condizioni che non permettono alle persone di vivere una vita degna di tale nome, ma solo di sopravvivere in vista di tempi e orizzonti migliori. Infatti, come ha dichiarato il regista: «Thala My Love è una lettera d’amore indirizzata a tutte le nazioni che si ribellano contro le ingiustizie e a tutte le persone che vivono e muoiono nell’ombra. Ho realizzato questo film per Thala, il mio villaggio, per Tunisi, la mia città, e per la Tunisia, il mio Paese». E proprio questo è il potere del cinema: parlare a tutti, raccontando la tua piccola storia.

di Camilla Di Spirito

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