LEZIONI DI CIOCCOLATO 2 di Alessio Maria Federici (2011)

, Opere Prime

Quattro anni dopo la conclusione del primo film, in Lezioni di cioccolato 2, ritroviamo Mattia e Kamal, che nel frattempo hanno intrapreso strade diverse: il primo è tornato al mondo dell’edilizia con scarso successo, mentre il secondo è riuscito a realizzare il suo sogno, quello di aprire una pasticceria, ma soffre della posizione poco favorevole di quest’ultima. Entrambi incredibilmente indebitati, si rincontrano e, per cercare di salvarsi, decidono di collaborare con un nuovo progetto sul cioccolato. Nel frattempo, Mattia è stato lasciato da Cecilia e finisce con l’innamorarsi della figlia di Kamal, Nawal, da poco rientrata dalla Francia, dopo un anno di Erasmus. A complicare le cose ci si mette però Kamal che, oltre ad essere contrario all’unione tra il giovane e sua figlia, ha organizzato una Alessio Federicipiccola truffa e sarà ancora una volta Mattia a doversi rimboccare le maniche per salvare l’amico. Quattro anni dopo, Alessio Maria Federici prende il posto di Cupellini e riapre il sipario sugli stessi personaggi, raccontando le loro nuove avventure. Il regista romano riesce ad evitare di copiare il suo predecessore e, nonostante il film presenti soluzioni narrative già note in partenza, la storia viene raccontata con vivacità ed entusiasmo. Il problema principale del film è però la sceneggiatura. Bonifacci si è visto costretto a trovare nuovi espedienti per proseguire l’intento promozionale di uno specifico prodotto, ma non è stato in grado di scovare la giusta combinazione di quegli elementi che avevano invece permesso al primo film di raggiungere il successo. La storia è sì frenetica, ma prevedibile e lo spettatore, per tutta la durata della proiezione, sa esattamente come andrà a finire. Il film, però, si salva grazie alla scelta di un cast azzeccato: il trio composto da Luca Argentero, Hassani Shapi e dalla new entry Vincenzo Salemme funziona come una ricetta di nuova sperimentazione, tre gusti estremamente differenti, ma che, amalgamati insieme, riescono a creare un sapore in grado di solleticare i palati. Nota di merito anche per Angela Finocchiaro che, con il suo personaggio del commissario di Polizia svagato, insieme sempre a Salemme, fa funzionare il film, liberando lo humour con raffinatezza. Infatti, nonostante il finale scontato, si ride, si fa il pieno di buoni sentimenti, come ci si aspetta da ogni commedia romantica, e, per una volta, non si esagera neanche troppo con lo zucchero.

di Beatrice Bosotti

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