UNA di Benedict Andrews (2016)

Una (Rooney Mara) è una donna smarrita e spenta, che vive di relazioni occasionali e incontri fugaci. Arrivata a un punto morto della sua vita, decide che è arrivato il momento di fare i conti con il suo passato e con l’uomo con cui a tredici anni perse la verginità e che adesso ha finalmente rintracciato. Ray (Ben Mendelsohn), un tempo suo affascinante vicino di casa, adesso ha cambiato nome, vita e lavoro, nel tentativo di buttarsi tutto alle spalle. Ma quando i due si ritrovano faccia a faccia e i loro sguardi s’incontrano di nuovo, riesplodono tutti i traumi insoluti, le reciproche incomprensioni, le parole non dette, le paure, i sensi di colpa e i rimpianti. L’esordio di Benedict Andrews ci immerge in un rapporto atipico, una_in un amore morbosamente irrisolto, che si è trascinato come una fiamma morente, ma non del tutto estinta, nel silenzio degli anni accumulatisi. Una e Ray non fanno solo i conti l’uno con l’altra, ma anche e soprattutto con sé stessi e con il peso e le conseguenze delle proprie azioni. Una è ormai una donna allo sbando, senza punti di riferimento, condannata ad una cronica insicurezza emotiva. Nel tentativo di salvarsi da sé e dai propri demoni, conduce una dolorosa indagine non solo nel suo passato, ma nelle sue emozioni, nella tredicenne che era e nella donna che è ora, due figure femminili disgiunte nel tempo, ma fuse nella sua cangiante e incerta identità attuale. Lui ha rovinato lei e lei è ora pronta a rovinare lui. Quello che è stato desiderio, poi amore e infine colpa, si trasforma adesso in ossessione. Ray è stato un vigliacco, ma non un uomo privo di sentimento. La sua colpa non è stata semplicemente la sua incapacità di compiere un passo indietro al momento opportuno, ma soprattutto il rifiuto di confrontarsi con le conseguenze delle proprie azioni. Allo stesso modo si nasconde e scappa nel momento in cui un suo dipendente, appena licenziato, cerca da lui spiegazioni.
Adattamento cinematografico di Blackbird, opera teatrale di David Harrower, una-filmUna esplora, attraverso continui spostamenti avanti e indietro nel tempo, dal passato al presente e viceversa, la complessità emotiva delle ricadute che alcuni eventi focali hanno sulla vita di un essere umano. Eventi che si cristallizzano nella memoria, acquisendo i connotati di un eterno presente. Andrews lavora bene con gli attori e con le emozioni dei personaggi, scava nelle ferite dell’anima che li accompagnano passo dopo passo, e riesce a creare la giusta ombrosa atmosfera, necessaria a scandagliare gli angoli bui delle loro vite. Man mano che i ricordi riaffiorano, ci si rende conto che nulla di quanto è accaduto può essere cambiato. E lo spettatore si trova a riflettere su come ogni singolo evento della vita ci plasmi, trasformandoci in Golem in eterna costruzione, che si definiscono giorno dopo giorno in base alle scelte che operano e alle azioni che compiono.

di Camilla Di Spirito

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