THE EAGLE HUNTRESS di Otto Bell (2016)

Inseguire i propri sogni è importante, anche se per farlo bisogna andare contro le tradizioni della propria comunità. Questo è quello che accade alla protagonista del docufilm The Eagle Huntress, esordio alla regia dello statunitense Otto Bell. Il film racconta la storia di Aisholpan, una ragazzina di 13 anni, intenta a imparare l’arte della caccia con l’aquila, antica attività praticata in Mongolia nella the-eagle-huntress-2zona dei monti Altai e riservata solo agli uomini. Nonostante gli anziani della comunità siano fortemente contrari, Aisholpan viene istruita e incoraggiata da suo padre. Il suo allenamento comincia con la cattura di un aquilotto, che addestra in vista della partecipazione all’annuale Golden Eagle Festival, competizione in cui i più abili cacciatori della Mongolia si sfidano, esibendosi con i loro volatili di fronte ad una giuria. La giovane aquila di Aisholpan inaspettatamente vince la competizione, sbaragliando gli avversari. Le emozionanti riprese aeree ci trasportano dentro quei magnifici paesaggi in cui si muovono padre e figlia, facendo divenire quei suggestivi scenari protagonisti essi stessi. Otto Bell, adottando un approccio fortemente antropologico, realizza un docufilm incentrato sulla dimensione sociale, sulle tradizioni culturali, sul senso del sacro e dell’unione familiare, temi presenti dall’inizio alla fine del film. Il rapporto speciale che si crea immediatamente tra Aisholpan e la sua aquila ci fa comprendere quanto in quelle terre sia forte la relazione tra uomo e animale, che da sempre cooperano per sopravvivere, durante i duri inverni gelidi della Mongolia. Il sodalizio tra il cacciatore e la sua aquila termina abitualmente dopo 7 anni, quando le viene restituita la libertà. La descrizione delle condizioni di vita eagle-huntress-moviedella popolazione locale, inoltre, non può che far riflettere gli spettatori sul consumismo imperante nella nostra società. Nella parte finale del film, assistiamo all’ultima prova per Aisholpan, la caccia alla volpe, che viene portata a termine con successo e le consente di essere accettata come cacciatrice dagli anziani della tribù, concludendo così il suo percorso di formazione.
Il film è un riuscito documentario, piacevole e interessante, che racconta e fa conoscere una cultura molto distante dalla nostra, omaggiando la tenace determinazione di una ragazzina di 13 anni decisa a inseguire il proprio sogno e celebrando, attraverso la sua storia, tutte le donne che, come lei, lottano per farsi accettare in ruoli e lavori prettamente maschili, e quando vi si cimentano, spesso eccellono.

di Rosa Antonella Cannata

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