IL SUD È NIENTE di Fabio Mollo (2013)

, Opere Prime

Grazia è una liceale introversa e schiva, che abita a Reggio Calabria assieme al padre Cristiano, proprietario di una piccola pescheria, e alla nonna. I tre formano, di fatto, una famiglia, eppure ognuno vive chiuso in sé stesso e nel proprio dolore. Il padre è pressato dalle richieste di un malavitoso e nasconde la verità sulla scomparsa del figlio. Grazia ne soffre al punto da cercare di compensare la sua assenza adottando abiti maschili, e parlando solo con la nonna, che le racconta aneddoti su di lui. Quando durante un bagno notturno le sembra di incontrarlo, Grazia si convince che il fratello sia ancora vivo e, con l’aiuto di Carmelo, figlio di giostrai che incontra per caso, tenta di ritrovarlo o quantomeno di trovare le risposte che cerca. il-sud-e-nienteIl padre, intanto, medita di abbandonare la città e portare la figlia al Nord, alla ricerca di una vita migliore. Attraverso un gioco di presenze/assenze e di ricordi che si mescolano alla desolazione del presente, il film restituisce un percorso di formazione doloroso, che fa i conti con l’accettazione di una verità dura da sopportare, sia per il padre sia per la figlia. Il chiarimento di ogni dubbio diventa la molla per abbandonare il passato e guardare al futuro attraverso la possibilità di una vita migliore. L’esordio di Mollo presenta delle caratteristiche che rendono la storia, per quanto semplice, non scontata. Innanzitutto, la bravura dell’attrice protagonista, Miriam Karlkvist, che, pur essendo alla prima interpretazione, aderisce perfettamente al suo personaggio in bilico tra una soffocata sofferenza e una femminilità non ancora del tutto sbocciata. Inoltre, la regia gioca in maniera efficace con le visioni della protagonista e i ricordi onirici che si mescolano al presente, lasciando trapelare una vaga somiglianza con quella di Sorrentino e Messina. La musica riesce a dare corpo ai lunghi silenzi delle parole non dette e delle verità nascoste tanto da diventare essa stessa parola. E la fotografia, infine, esalta la bellezza paesaggistica del Sud in contrasto con il vuoto e la desolazione dei personaggi, offrendo un quadro il-sud-e-niente_chiaro, moderno e spiazzante della realtà del Meridione. Tuttavia l’intreccio narrativo non convince, anche se quello che non viene comunicato dalla storia è restituito dalla regia, dalle prove attoriali e dalla musica. Nonostante le riserve sulla trama, è comunque un buon esordio, che promette bene per quanto riguarda le doti registiche di Fabio Mollo. La vicenda raccontata diventa specchio di tanti giovani del Sud, costretti ad abbandonare la terra d’origine per avere una vita normale e serena. Il titolo, Il Sud è niente, il cui significato è esplicitato dal personaggio della nonna («Se non parli non ti può far male e quindi è niente»), mostra sotto una luce intima e personale la desolazione del vivere in un luogo dove, a volte, si è costretti a nascondere le cose più importanti ed essenziali.

di Laura Santelli

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