THE WITCH di Robert Eggers (2015)

The Witch è un esperimento horror surreale, che unisce figure classiche del genere ad una regia moderna fatta di suspence, interruzioni improvvise e attese inquietanti. Con l’opera prima dello sceneggiatore Robert Eggers, che si avvale di una narrazione ben costruita e dettagli e ambientazioni potenti, il genere horror riacquista energia ed efficacia. La narrazione del film dà molta importanza al contesto nel quale i protagonisti agiscono e rimangono imprigionati senza via d’uscita. the-witch-6La presenza maligna di tutta la storia è impalpabile e sfugge agli occhi dei protagonisti quanto degli spettatori, trascinando entrambi in un incubo inarrestabile. Chi assiste al film si trova sullo stesso piano dei protagonisti, incapaci di trovare una spiegazione o una via d’uscita agli strani avvenimenti che si stanno verificando. Nel 1680 nella colonia del New England, una famiglia, estremamente cattolica e in conflitto con la comunità in cui vive, decide di ritirarsi in isolamento per condurre un’esistenza devota al Vangelo. Reclusi in una vallata, con l’obbligo di non addentrarsi nel bosco, i membri della famiglia conducono una vita tranquilla, seppur tra mille difficoltà, fino a che il neonato Samuel viene rapito da una strega sotto gli occhi impotenti della figlia maggiore Thomasin. A partire da quel tragico evento, la famiglia assiste ad una serie di avvenimenti inquietanti e inspiegabili, alcuni con importanti conseguenze. Nell’occhio del ciclone finisce la stessa Thomasis che, essendo stata l’unica testimone del rapimento, diventa il capro espiatorio e viene sospettata di stregoneria. I fatti si susseguono in un continuum di sospetti, ansie, elementi che appaiono e scompaiono, lasciando lo spettatore interdetto. La presenza della strega, thewitch_che compare fisicamente solo in due occasioni, è affidata ai suoni, spesso assenti o cupi, all’atmosfera dark che si respira, alla regia che isola dal contesto ogni singolo componente della famiglia e ogni dettaglio. I protagonisti appaiono chiusi in uno spazio vuoto come fossero prede del male, che li spinge in situazioni al di fuori del loro controllo. In tutta la narrazione il sentimento d’orrore è affidato non tanto alla crudezza delle scene quanto all’irreversibile disintegrazione della famiglia, che si sgretola senza avere coscienza di cosa stia accadendo, e ad una dimensione dell’azione, fatta di vuoti spaziali e sonori, dove i protagonisti si trovano prigionieri senza accorgersene. In un periodo in cui il genere horror ha bisogno di rinnovarsi attraverso storie nuove, lontane dai soliti cliché, l’opera prima di Robert Eggers si pone come una riscoperta del genere, che apre la strada a una rivalutazione dell’horror. Non resta che godersi questo film e attendere le novità che nasceranno sulla scia di The Witch.

di Laura Santelli

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