AMICHE DA MORIRE di Giorgia Farina (2013)

, Opere Prime

«Teresa, è sempre il momento di fare una commedia!» dice Nanni Moretti in uno dei suoi film e non poteva esserci occasione migliore per citarlo, liberato di qualsiasi nota sarcastica, perché dell’opera prima della regista Giorgia Farina c’era davvero bisogno. Nei 103 minuti del film, la giovane regista ci fa ritrovare l’allegra spensieratezza della commedia, creando amiche_da_morireun mix di serenità e coinvolgimento che ci rimanda con la mente alle tanto apprezzate commedie francesi (lo ammetto, questo è un giudizio personale, ma che ci posso fare se amo le commedie francesi?). Mi viene in mente il film di François Ozon, 8 donne e un mistero, dove è un cast stellare di attrici ad animare la pellicola e qui, in Amiche da morire, il trio femminile protagonista trasporta, allo stesso modo, come un fiume in piena, lo spettatore lungo tutta la storia.
Cristiana Capotondi, la fragile e delicata Olivia, Claudia Gerini, la sensuale e astuta Gilda, e infine Sabrina Impacciatore, l’ingenua e sognatrice Crocetta, mettono in scena tutto il loro savoir-faire femminile, fatto di seduzione, moda e cucina mediterranea. In un’isola del Sud Italia, suggestiva e affascinante location, vivono queste tre, altrettanto affascinanti, donne. Diverse tra loro per caratteri e stili di vita, si ritroveranno coinvolte da Olivia in un omicidio a sangue freddo e costrette ad affrontare insieme l’occultamento delle prove e di un’ingente somma di denaro (soldi rubati dal marito di Olivia, insospettabile membro di una nota banda di pescatori-ladri). Il trambusto creatosi nella calma routine dell’isola insospettisce il commissario di polizia Nico amiche-da-morireMalachia (Vinicio Marchioni), che inizia una vera e propria “caccia alla donna”, dirigendo le indagini immediatamente verso le “nuove amiche”.
Amiche da morire è una commedia fresca e frizzante. Giorgia Farina la dirige con estrema maestria e naturalezza, facendoci dimenticare che si tratta di un’opera prima. In questo esordio ritroviamo tutto: la risata spontanea, un pizzico di suspense e il sano buonumore che ci accompagna dall’inizio alla fine del film. Rimaniamo, però, al termine della visione, con un vuoto da colmare, perché desidereremmo sapere come proseguiranno le vite delle nostre eroine.

di Simone Corallini

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