A SINGLE MAN di Tom Ford (2009)

a-single-man_1_opereprimeBasato sul romanzo di Christopher Isherwood pubblicato nel 1964, A single man esce nelle sale cinematografiche nel 2009 e segna l’esordio alla regia dello stilista Tom Ford. L’ex modista di Gucci dichiara di aver letto per la prima volta il romanzo all’inizio degli anni ottanta, rimanendo «toccato dall’onestà e dalla semplicità della storia». Così, nel 2007, ne acquista i diritti con lo scopo di realizzare un adattamento cinematografico. È il 1962. Los Angeles. La guerra nucleare sembra vicina, sono gli anni della crisi missilistica di Cuba e la paura pervade il mondo. In questo drammatico scenario viene narrata la storia dell’ultimo giorno di vita di George Falconer, professore universitario inglese di 52 anni, brillantemente interpretato da Colin Firth. George è un uomo solo, che fatica a trovare un senso alla propria esistenza dopo la morte, avvenuta otto mesi prima, del compagno Jim (Matthew Goode), con il quale aveva convissuto per sedici anni. Nell’arco della sua ultima giornata, trova conforto nella sua amica più cara, Charley (Julianne Moore), una splendida quarantottenne anch’ella in lotta con la realtà. Conduce, poi, una piacevole chiacchierata con un ragazzo spagnolo, incontrato casualmente di fronte al supermercato. E trascorre, infine, la serata con Kenny (Nicholas Hoult), un giovane studente sempre più conscio della propria omosessualità. Proprio quando George inizia ad intravedere concrete ragioni per continuare a vivere e abbandonare l’idea del suicidio, un infarto lo coglie, uccidendolo, così come doveva accadere sin dall’inizio della vicenda. Un dramma coinvolgente, ricco di suspense e scene in bilico tra il tragico e il comico. Lo spettatore è catapultato nella mente di George, ne comprende pensieri e sentimenti.a-single-man_2_opereprime Le scene sono giocate sull’alternanza di colori caldi e freddi, i quali rispecchiano le pulsioni, le emozioni e gli impulsi del protagonista. I dettagli visivi e sonori contribuiscono a creare una profonda empatia tra George e lo spettatore. Persino le tracce musicali del film sono frutto di un’attenta ricerca del regista, il quale afferma: «Ho provato ad immaginare che tipo di musica ci fosse nella testa di George». Servendosi di abili compositori, Ford fa sì che le diverse scene vengano sempre accompagnate da brani adeguati. Si ascoltano così motivi quali Stillness of the Mind di Abel Korzeniowski, Carlos di Shigeru Umebayashi, o alcuni classici del Novecento come Stormy Weather, interpretato dalla suadente voce di Etta James, e la ritmica Green Onion degli Booker T. & the M.G.’s. Dopo un ingresso con stile nel mondo della moda, con il suo primo lungometraggio Tom Ford esordisce con gran successo anche in quello del cinema.

di Elisabetta Moiraghi

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