OFELIA NON ANNEGA di Francesca Fini (2016)

, Opere Prime

ofelia_1_opereprimeOfelia non annega (2016), opera prima di Francesca Fini, è un film sperimentale che mescola filmati d’archivio presi dall’Istituto Luce, coproduttore e distributore della pellicola, a performance ideate dalla regista, forte dei suoi trascorsi nel mondo della videoarte. Le immagini vecchie e decontestualizzate affiancate ai nuovi filmati assumono un significato completamente inedito. Il risultato è un film che si potrebbe definire surrealista. Ma qual è il significato che Francesca Fini vuole trasmettere? La risposta non può essere scontata né immediata, e sicuramente non è uguale per tutti. Il film è denso, corposo, pieno di immagini e parole che si accavallano. Ad ogni nuova visione lascia emergere concetti e aspetti che prima non erano stati colti. Il titolo si riferisce chiaramente all’Ofelia shakespeariana, uno dei principali personaggi dell’Amleto, destinato nella tragedia ad andare incontro ad una “fangosa morte”, annegandosi. Ofelia è una donna sfortunata, che si definisce “la più infelice e derelitta”, una creatura che Francesca Fini non vuole morta, come sottolinea più volte nel film. A tal proposito, una delle scene più forti è quella in cui una delle tante interpreti che nel corso del lungometraggio impersonano Ofelia scrive ripetutamente, con una macchina da scrivere e inchiostro di sangue: “OFELIA NON ANNEGA”.  ofelia_3_opereprimeLa regista rivolge particolare attenzione ai volti delle sue Ofelia. La faccia è fondamentale, spesso sporcata, truccata, dipinta, o coperta con i materiali più svariati. Anche l’atto di vedere assume una valenza centrale, soprattutto in due scene, a mio parere, estremamente simboliche. Nella prima un’Ofelia cerca di mangiare un ghiacciolo, mentre il suo volto è coperto da un burqa, nella seconda un’altra Ofelia si cuce letteralmente gli occhi.  Nel film viene riproposto anche il duello finale tra Amleto e Laerte, ma in un modo piuttosto insolito. I duellanti sono vestiti come degli atleti di fioretto e si sfidano su un bus turistico che, nel frattempo, gira tra le strade e i monumenti di Roma. Ofelia non annega è un lungometraggio che decontestualizza personaggi, opere e filmati del passato, traslandoli nel presente. Francesca Fini propone una nuova lettura di tutti questi materiali, ma lascia libera interpretazione allo spettatore, sottolineandolo attraverso uno degli ultimi filmati d’archivio scelti, che recita: “Finzione o realtà? È Pirandello, così è, se vi pare”.

di Alice Romani

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