ALL’IMPROVVISO KOMIR di Rocco Ricciardulli (2015)

, Opere Prime

komir_2_opereprimeDopo otto anni di carcere, Sandro è di nuovo libero di riprendersi la sua vita. Pane, acqua e rabbia sono stati il suo nutrimento quotidiano durante il periodo della reclusione. Ma il sospetto di essere stato incastrato lo ha spinto a resistere, sognando il giorno in cui avrebbe potuto regolare i conti e riprendersi quello che gli spettava. La prima persona che contatta, una volta fuori, è Gianni, suo amico e complice in attività criminali. Anche se apparentemente Gianni sembra aver tagliato tutti i ponti con la sua vecchia vita, si fa convincere da Sandro a recuperare i soldi di un colpo, rimasti nascosti nel suo vecchio appartamento. Ben presto, Sandro si mette alla ricerca anche di suo fratello, che ha fatto fortuna e ha iniziato una relazione con Helene, il grande amore di Sandro. Gianni e Sandro scoprono con orrore che il fratello è coinvolto nella tratta dei bambini. Le cose si mettono male e i due fuggono, ignari però del fatto che nel bagagliaio della loro macchina ci sia un bambino che si è nascosto per evitare il peggio. Il piccolo Komir è impaurito. Non parla. Eppure capisce che Sandro e Gianni non gli faranno del male. Komir scombussola i piani dei due malviventi. È uno sprazzo di luce nel grigiore e nel vuoto delle loro vite. Improvvisamente Sandro ha qualcuno di cui prendersi cura, qualcosa che rischia di perdere. Pochi giorni insieme prima di trovare a Komir una sistemazione, questo è il patto. komir_3_opereprimeGiorni che sembrano appartenere a un tempo sospeso, molto lontano dalla solita vita e per questo destinato a finire presto. Ricciardulli firma il suo debutto cinematografico da regista, essendo al tempo stesso anche interprete principale dell’opera. Senza mezzi tecnici particolarmente all’avanguardia e ricorrendo alla tecnica dello street casting, riesce a realizzare un film semplice e a suo modo emozionante. Le immagini parlano più dei dialoghi, a tratti forzati e non valorizzati dalle prove attoriali, di certo non brillanti, degli interpreti. Nella scena al mare ci immergiamo insieme a Sandro e d’improvviso è come se stanchezza, rabbia e fame di vendetta venissero lavate via. Questo potrebbe forse essere definito l’“effetto Komir”. Solo un bambino, infatti, con il suo essere tutto corpo e pancia, e con la semplicità del suo sorriso, può reinsegnare a vivere la vita così com’è, bastando a se stessi e donandosi all’altro. In conclusione, la prima prova di Ricciardulli, seppur lontana dall’essere un capolavoro, può rappresentare un momento di riflessione e autenticità.

di: Federica Colombi

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