SPAGHETTI STORY di Ciro De Caro (2013)

, Opere Prime

Sapghetti story_1_opereprimeSpaghetti Story è il titolo della pellicola che ha segnato l’esordio alla regia di Ciro De Caro, titolo che non ha nulla a che vedere con la trama del film che in verità racconta la realtà non lavorativa dei giovani italiani. Il neo regista è riuscito a creare un ritratto onesto di una generazione tipicamente italiana, da anni data per spacciata sia dalle statistiche sia dai telegiornali, che si muove a rallenty e in totale sbando verso un futuro che a stento si rende concreto. Ciro De Caro racconta la storia di quattro personaggi, nel particolare di due trentenni “qualunque”, ambientandola a Roma; è la storia di Valerio (Valerio Di Benedetto), aspirante attore che si arrangia con lavoretti saltuari per concedersi di vivere con la sua ragazza Serena (Sara Tosti), studentessa dottoranda e di Christian (Cristian Di Sante), pusher, ossia un «rivenditore al dettaglio», che ancora vive con la nonna. Ognuno dà giudizi sulla precarietà dell’altro. Infine c’è Giovanna (Rossella D’Andrea), la sorella di Valerio che ripetutamente lo esorta a crescere, in particolar modo invitandolo a cercarsi un vero lavoro. Tutto è raccontato in modo realistico e riflette esattamente la situazione della maggior parte degli italiani. spaghetti story_2_opereprimeBuona la sceneggiatura, grazie ai tempi comici impeccabili di Valerio Di Benedetto e Cristian Di Sante, uno nelle vesti dell’attore «pasoliniano», l’altro in quelle di caratterista, entrambi capaci di dare genuinità al film. Spaghetti Story, con Sara Tosti e Rossella D’Andrea, racconta anche le donne di oggi in modo altrettanto credibile degli uomini; racconta la crisi economica che ha messo alla prova la virilità maschile, privandola dei suoi ruoli reali, mentre le donne si incoraggiano nel fare tutto ciò che serve per portare avanti un progetto di vita. La regia di De Caro privilegia l’uso della camera a mano e lunghi piani fissi in stile documentaristico ma, al contrario di quest’ultimo, a velocizzare la narrazione abbiamo un montaggio dinamico e creativo. Oltre ad essere precaria la società giovanile, è precario anche il budget per la realizzazione del film; Spaghetti Story è costato solo 15mila euro e le riprese sono durate appena undici giorni. L’opera prima di Ciro De Caro ha riscosso moltissimo successo, nonostante al suo esordio sia stato proiettato in pochissimi cinema, ad esempio a Roma è uscito soltanto in due. Distribuito da Distribuzione Indipendente, il film è stato anche ben promosso dai diversi social network.

di: Clarice Di Faustino

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