TERRA DI MEZZO di Matteo Garrone (1996)

, Grandi Esordi

terra-dimezzo_2_opereprimeTerra di Mezzo è il primo lungometraggio scritto, prodotto e diretto da Matteo Garrone. 78 minuti diluiti in tre episodi: Silhouette, Euglen & Gertian e Self Service. Il terzo episodio è stato realizzato grazie al premio ricevuto dopo la proiezione del primo al Nanni Moretti Festival. L’hinterland romano assume le fattezze della terra di mezzo, luogo di confine dove si consumano le storie dei protagonisti. Non c’è riscatto, non ci sono sconti, non c’è filantropia. Ci sono corpi che si muovono, mangiano, lavorano, facce che evocano paesi lontani dal nostro, cadenze e inflessioni esotiche che danno un suono diverso all’italiano. La regia di Garrone mira a confondersi con i corpi sullo schermo, a farci sentire estranei e inadeguati. Sembra di trovarsi nella favola “I vestiti nuovi dell’imperatore” e Garrone sembra suggerirci che siamo proprio noi il re, nudi e ridicoli. I primi dodici minuti vedono protagoniste Barbara, Tina e Pascal, prostitute nigeriane ormai da diverso tempo in Italia. Le vediamo impegnate a contrattare il prezzo a cui vendere il proprio corpo, con freddezza e amara ironia. Sono loro le nuove mamma roma, peccato che per loro Roma sia stata con tutta probabilità una matrigna cattiva. Euglen e Gertian vengono dall’Albania e sono giovanissimi. Aspettano sul ciglio della strada un lavoro, un’occasione per guadagnare qualcosa e dimenticarsi per un attimo della miseria e della nostalgia che li divorano. Amedeo invece è originario del Cairo e lavora a una pompa di benzina notturna. terra-di-mezzo_locandina_opereprimeIl lavoro non è difficile ma gli avventori sono spesso in cerca di guai, cosa che si scontra con il suo orgoglio e la sua dignità. Garrone non mostra nulla di osceno, eppure è stato accusato di essere un voyeur e di sfruttare ad arte i corpi e le storie delle persone che mostra. Forse si possono spiegare queste accuse risalendo all’etimologia del termine osceno, ovvero ciò che nelle tragedie greche rimaneva fuori dalla scena per diversi motivi, per pudore o perché non funzionale alla trama. Evidentemente vent’anni fa, come oggi in fondo, non era facile mostrare la cruda verità di corpi e facce e voci che urlano per una fame che quarantamila lire al giorno non bastano a placare. Interessante esordio di Garrone, da vedere.

di: Federica Colombi

Lascia un commento