I SOLITI IDIOTI di Enrico Lando (2011)

, Opere Prime

18003Gianluca sta per sposarsi con la storica fidanzata Fabiana. La cerimonia è organizzata, gli ospiti stanno arrivando, tutto è pronto ma suo padre Ruggero, un anziano imprenditore spocchioso, volgare e che ama le scommesse, non può permettere che il suo erede si sposi con “la figlia di Frankenstein”. L’unico modo che Gianluca ha per potersi ri-guardagnare la stima del padre, è quello di portarsi a letto una modella di intimo.  La coppia Biggio – Mandelli decide di portare sul grande schermo il fenomeno comico degli ultimi anni, nato come programma di nicchia su Mtv e che ha poi rivoluzionato la comicità italiana. Per farlo però, decidono di abbandonare la tipica struttura a sketch da tre minuti, efficacia per la tv, per poter costruire un film tutto incentrato sulle imprese di due dei personaggi da loro creati più famosi e più apprezzati dal pubblico, padre e figlio, pur mantenendo come figure secondarie intorno a loro gli altri personaggi (Fabio&Fabio, Gisella e Sebastiano, eccetera).  Nonostante questa loro scelta, è molto difficile riuscire a costruire una trama con dei personaggi dotati di ironia e verve comica immediata e il film si basa quindi su una sceneggiatura molto esile, con situazioni comiche che funzionano nell’insieme ma che comunque non permettono la creazione di una storia unica ed omogenea. Anche dal punto di vista tecnico e narrativo, il film non presenta soluzioni particolarmente degne di note. i-soliti-idioti-francesco-mandelli-madalina-ghenea-foto-dal-film-2_midCiò nonostante, ci si riesce comunque a divertire. Del resto, la comicità del duo che abbiamo incominciato a conoscere alla tv e che li ha resi famosi è molto esplicita, sfacciata, talvolta pungente, che non ha riguardo né per il linguaggio né per le regole del cinema. I vari sketch non hanno davvero tempi comici, sono fatti per colpire lo spettatore nell’immediato, con ogni tipo di espediente. Il risultato finale è comunque più che apprezzabile (ne è indizio il fatto che sia stato uno dei film con il maggior incasso dell’anno 2011) nonostante alcuni difetti come ad esempio il finale, molto verboso e che stona un po’ con tutto il resto.

di: Beatrice Bosotti

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