Venezia, Londra e Toronto: i film italiani e le opere prime del momento.

, Festival

La ragazza del mondoDopo che l’Inghilterra ha dato prova del suo interesse per il cinema italiano, selezionando ben cinque titoli in occasione del Festival di Londra (Indivisibili di Eduardo De Angelis, La ragazza del mondo di Marco Danieli, opere entrambe in concorso anche alle Giornate degli Autori di Venezia, Questi giorni di Giuseppe Piccioni, Fai bei sogni di Marco Bellocchio e Fiore di Claudio Giovannesi), domani sarà il turno del Toronto International Film Festival. Anche qui saranno presenti le nuove e nuovissime generazioni del CSC, dagli anzidetti Giovannesi e De Angelis al giovane Matteo Gentiloni, nonché alcune interessanti scommesse. Degni di nota il cortometraggio Semiliberi di Gentiloni e La ragazza del mondo, esordio alla regia del quarantenne Marco Danieli, ex montatore, filmmaker indipendente ed ex allievo del Centro Sperimentale, dove attualmente svolge l’attività di tutor presso il corso di Regia. Il primo un intrigante affresco su carcere e maternità, il secondo un dramma sociale che «squarcia il velo sui testimoni di Geova». Protagonista del lungometraggio, presentato oggi a Venezia e in sala da fine settembre, è una giovane testimone di Geova oppressa dall’ortodossia di un mondo castrante e inflessibile, dal quale si allontanerà in seguito all’incontro con Libero, uno spacciatore di indivisibiliperiferia, ex galeotto. Tra i due, infatti, nascerà un amore travolgente, che però incontrerà il crudele ostracismo della comunità religiosa. «Li incontriamo per la strada, sentiamo parlare di loro, bussano alle nostre case ma non sappiamo nulla della vita che conducono e dei sentimenti che li animano. Il mio film non intende essere una denuncia o un’inchiesta – precisa lo stesso autore in un’intervista recentemente rilasciata a “Il Messaggero” – ho cercato di raccontare nel modo più obiettivo e documentato possibile una realtà sconosciuta, sottolineandone, insieme con gli aspetti controversi, anche i lati positivi. La comunità dei testimoni di Geova è una grande famiglia basata sulla condivisione e la solidarietà, in cui nessuno si sente mai solo. Anche tra i fuoriusciti, i cosiddetti disassociati, rimane il rispetto».
A vestire i panni della coppia protagonista due interpreti d’eccezione:
Michele Riondino, che, dopo Dieci inverni (2009) di Valerio Mieli, si trova a collaborare nuovamente con un esordiente, e la bella Sara Serraiocco, protagonista dell’opera prima di Lamberto Sanfelice, Cloro (2015).
Per quanto riguarda gli autori già affermati, c’è grande aspettativa per Indivisibili di Edoardo De Angelis, che, dopo il notevole consenso raccolto in questi giorni (Concita De Gregorio su “La Repubblica” lo definisce il «miglior film italiano visto finora a Venezia»), cercherà di imporsi anche sul palcoscenico internazionale. La storia, sceneggiata da NiLa ragazza del mondo 2cola Guaglione, co-autore de Lo chiamavano Jeeg Robot, è quella di due gemelle siamesi che, dopo aver sfilato in processione vestite da Vergine Maria, dovranno inevitabilmente relazionarsi con un contesto che le guarda con spavento e meraviglia. Come asserisce De Angelis, si tratta di «un film sulla separazione e sul dolore che comporta. Ho ragionato sull’idea che, a volte, per crescere bisogna farsi del male, rinunciare ad un pezzo di sé stessi. Ho cercato un’immagine che rappresentasse al meglio questo concetto e l’ho trovata: due gemelle siamesi, appena maggiorenni, che scoprono di potersi dividere. Due ragazze attaccate per il bacino che, guardate singolarmente, dovevano essere belle per permettermi di realizzare quell’equilibrio tra attrazione e repulsione che è la linea guida estetica di ogni inquadratura che compongo». Un dramma dagli stilemi barocchi che, pur riecheggiando il cinema di Matteo Garrone, sa degnamente distinguersi.  

di: Francesco Milo Cordeschi

Lascia un commento