VIA CASTELLANA BANDIERA di Emma Dante (2013)

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Castellana bandiera_1_opereprimePalermo, domenica pomeriggio, Rosa sta accompagnando in macchina la sua ragazza al matrimonio del suo miglior amico quando si perdono nelle vie di Palermo, infilandosi alla fine in Via Castellana Bandiera. Nello stesso momento un’altra auto guidata da Samira, dentro la quale è ammassata tutta la sua famiglia, arriva in senso contrario e si infila nella stessa strada. Né Rosa, né Samira  intendono cedere il passo l’una all’altra. Emma Dante decide di portare sul grande schermo la sua Palermo e la storia tratta dal suo omonimo romanzo. Ambienta tutta la storia in una strada di periferia dove sembra mancare alcun tipo di controllo facendo incontrare due mondi molto diversi, due modi di vedere la vita completamente agli opposti.  La regista riesce a catturare ed inchiodare l’attenzione degli spettatori rappresentando una situazione assolutamente assurda che all’inizio sembra solo essere una di quelle situazioni problematiche tipiche di una metropoli per poi arrivare al più totale surrealismo. Il nervosismo sale ed è sottolineato ancora di più dalla cura con cui la Dante segue i suoi nervosi personaggi: Rosa odia profondamente Palermo e ci è tornata controvoglia, Samira invece è la perfetta rappresentazione della città, dotata di grande amore ma incredibilmente ostinata.   Una sorta di western che vede contrapporsi due figura femminili molto forti che non hanno alcuna intenzione di cedere il passo o di fare marcia indietro. Sono come due generazioni a confronto che non si capiscono e che esprimono tutta la testardaggine tipica anche della terra dove sono nate e cresciute.  castellana bandiera_2_opereprimeIl tono rimane comunque sempre molto realista e concreto, tutto giocato soprattutto sulla grande forza espressiva del volto dell’attrice Elena Cotta che riesce a recitare senza quasi mai parlare e che utilizza soprattutto il suo sguardo per comunicare. Una volta però che si esaurisce la forte emozione dell’incontro, che degenera in scontro, tra le due protagoniste il film sembra entrare in una situazione di stallo, perdendo un po’ di forza narrativa. La seconda parte è decisamente più sottotono rispetto alla prima ma viene riscattata in qualche modo dal finale sorprendente. Nonostante tutto rimane una storia molto interessante, ben trattata ed un esordio cinematografico davvero interessante.

di: Beatrice Bosotti

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