NÉ GIULIETTA NÉ ROMEO di Veronica Pivetti (2015)

, Opere Prime

romeo Giuliette_3_opereprimeIl protagonista del film Né Giulietta né Romeo è Rocco, un ragazzo di sedici anni che, durante la piena adolescenza e i primi approcci con il sesso capisce di essere attratto dai ragazzi. I suoi genitori sono divorziati e lui vive con la madre Olga, giornalista e donna all’apparenza di larghe vedute. Il padre, Manuele, è uno psichiatra di grande successo con un debole per le belle donne. Quando Rocco comunica ai genitori la sua omosessualità inizieranno una serie di conflitti e di incomprensioni che avranno bisogno di un lungo viaggio reale e interiore per essere appianati. L’esordio dietro alla macchina da presa dell’attrice e doppiatrice Veronica Pivetti non è un prodotto pienamente riuscito non in quanto brutto o girato male, ma piuttosto perché quando ci ritroviamo a guardare i titoli di coda abbiamo la sensazione che non ci sia rimasto un granché. Un film in sostanza che si lascia guardare con piacere ma del quale non riusciamo a estrapolare un messaggio forte e chiaro. La Pivetti sceglie di affrontare un tema molto dibattuto e attuale come quello dell’omosessualità che purtroppo però, forse a causa di una trama troppo piena di situazioni e personaggi, nel corso della vicenda occupa sempre meno spazio fino a diventare quasi un dettaglio irrilevante. Il film è un insieme di generi diversi, si passa dalla commedia, al drammatico, al film di formazione, per arrivare addirittura ad un improbabile road movie. Non riesce a scegliere e mantenere una linea coerente per tutta la durata del lungometraggio. Altra nota negativa è la durata che supera l’ora e mezza senza un reale motivo, dal momento che si potrebbe risolvere la vicenda in molto meno tempo. romeo Giuliette_5_opereprimeCiò che rende il film godibile, invece, è sicuramente la sceneggiatura frizzante, originale e con alcune battute molto divertenti e azzeccate. Due in particolare i personaggi comici che mantengono vivo il ritmo del film: la nonna Amanda che non perde occasione per inneggiare la sua fedeltà al fascismo e che nel rocambolesco viaggio alla ricerca del nipote ne combina una più del diavolo e l’amica del cuore di Rocco, Maria, che con il suo accento romanesco e la sua ironia fresca e spontanea è davvero irresistibile. Molto buona la scelta degli interpreti, soprattutto quella dei giovani attori protagonisti: la rivelazione Carolina Pavone nei panni appunto di Maria e Andrea Amato in quelli di Rocco. Un altro punto sul quale si poteva lavorare meglio è lo scontro generazionale che, invece di esplorare nel profondo e con un po’ più di cura il rapporto che si viene a creare in famiglia quando Rocco confessa i propri gusti sessuali, si ferma ad una sequenza di luoghi comuni poco interessanti e già visti. Forse ciò di cui risente maggiormente questo film è una tendenza ad assomigliare decisamente troppo ad una fiction tv e quindi ad un prodotto non adatto alla sala cinematografica.

di: Silvia Festini Battiferro

 

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