INCANTESIMO NAPOLETANO di Paolo Genovese e Luca Miniero (2002)

, Grandi Esordi

incantesimo_2_opereprimeGianni e Patrizia, due napoletani veraci, hanno una figlia, Assunta, che all’apparenza sembra essere una bambina come tutte le altre ma in realtà soffre di una grave handicap: la piccola infatti parla solo milanese. Il padre disperato cerca in ogni modo di curare la piccola ma nonostante tutti i suoi tentativi, mentre Assunta cresce, le cose non migliorano affatto. Incantesimo napoletano è una commedia brillante e divertente, che per molti aspetti potrebbe ricordare un’esilarante commedia teatrale.  Paolo Genovese e Luca Miniero si sono inventati una situazione grottesca e assolutamente impossibile, condendola però con situazioni e personaggi assolutamente credibili ma divertenti. Il film è ricco di espressioni e termini dialettali, di luoghi comuni e di modi di dire, di tradizioni tipiche che finiscono con lo stravolgere completamente e in modo quasi surreale tutti i luoghi comuni su Napoli e i napoletani che ci vengono presentati. Così come sono molto divertenti tutti gli escamotage che il padre cerca di trovare per convincere la piccola a guarire: il professore di napoletano, il battesimo con l’acqua del Golfo, la “vacanza studio” a Torre del Greco dagli zii che parlano un dialetto talmente fitto che non si capiscono neanche tra di loro. La “disgrazia” è quindi raccontata in maniera comica con esagerazioni che non sono mai però troppo esagerate. incantesimo_3_opereprimeLa trama è semplice, con buon ritmo e colori vivaci, il film attrae da subito l’attenzione dello spettatore mentre solo alcuni passaggi sembrano un po’ forzati e lenti. Gli ambienti e i luoghi riflettono poi una città che non conosce tempo, una città in cui gli abitanti sono orgogliosi di essere napoletani sino all’esasperazione e di questa loro “napoletanità” ne fanno un vanto: ecco perché una bambina napoletana che parla milanese non può essere accettata. Già da questo film si può intravedere una sorta di tematica che ricorrerà poi in altri loro film, come Benvenuti al Sud, e cioè questa forma di razzismo al contrario: qui sono i meridionali a vedere di male tutto ciò che viene dal nord. Tutto il film è accompagnato da una colonna sonora che ricorda un po’ le sceneggiate che vedevano protagonista Mario Merola.

di: Beatrice Bosotti

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