YELLOW SUBMARINE di George Dunning (1968)

, Grandi Esordi

Yellow_6_opereprimeYellow Submarine è un film d’animazione che non rientra in alcun canone: è una pellicola psichedelica, sui generis, che si rivela una miscela tra surrealismo e pop-art e che, in un mare di musica, colori e strane forme geometriche, racconta una storia, la storia della musica. George Dunning narra nel suo esordio cinematografico le vicende che si susseguono in una strana terra paradisiaca che si trova sul fondo dell’oceano: il paese di Pepelandia (Pepperland). A Pepelandia regnano allegria e amore, finché i Biechi Blu, dei mostri blu con gli stivali alti, invadono il paese e pietrificano tutti gli abitanti con la forza delle armi. Pepelandia diventa perciò un paese grigio, silenzioso e morto e rimane un’ unica salvezza: i Beatles. Tra tutti gli abitanti della terra fantastica, infatti, si è salvato unicamente il sergente Pepper che sfugge ai Biechi Blu e parte alla volta di Liverpool, con il sottomarino giallo. Liverpool è dipinta come una città triste, in mano all’epoca moderna, dove non vi è traccia di allegria, se non nella bizzarra abitazione dei Beatles. I Fab Four, infatti, sono eccentrici in tutto e per tutto e partono subito per la loro nuova missione: liberare Pepelandia dalla tristezza.Il viaggio del sottomarino giallo è un’avventura tra terre sconosciute e isole, tra strane creature e curiosi pianeti, tra ben sei mari (il Mare del Tempo, il Mare della Scienza, il Mare dei Mostri, il Mare del Niente, il Mare delle Teste e il Mare dei Buchi) ma, soprattutto, è un viaggio attraverso la musica dei Beatles che, tra una battutina e l’altra, trascinano lo spettatore nelle loro canzoni senza tempo. Yellow_4_opereprimeAttraversato l’ultimo mare, i Beatles e il sergente Pepper sbarcano finalmente a Pepelandia, dove li attende lo scontro decisivo con i Biechi Blu. Yellow Submarine diventa così un importante veicolo di diffusione per il messaggio più semplice e antico del mondo: diffondere l’amore e, secondo i Beatles, il modo migliore per farlo è grazie alla magia della musica. Il film regala uno stile e una grafica insolita, decisamente contrastante per l’animazione classica dell’epoca (come quella della Disney o degli altri prodotti del cinema hollywoodiano) che immerge ulteriormente lo spettatore in un clima festoso – pericolosamente vicino a quello di un concerto hippie – volto alla celebrazione dei colori e dell’allegria.

di: Francesca Canadà

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