PRESS – STORIE DI FALSE VERITA’ di Paolo Bertino e Alessandro Isetta (2016)

, Opere Prime

press_recensione1_opereprimeMaurizio Nardi è un giornalista drammaticamente a corto di scoop. Quando la tv locale per la quale lavora gli affida l’ennesimo servizio sulle proprietà benefiche della prugna, decide di tagliare con il passato e fare un salto di qualità. Obiettivo: reti nazionali. Poco importa se per raggiungerlo bisogna inventare le notizie di sana pianta, anzi, “interpretarle parzialmente”. Compagno di (dis)avventure il fedele cameraman, nonché amico di sempre, Luca. Tra risse costruite ad hoc, suore dalla “sessualità ambigua” e finti medici, viene da chiedersi se sia davvero tutto concesso nel nome del dio dello share. Forse no… Bertino e Isetta firmano un’opera prima completamente made in Piemonte. Il loro è un progetto ambizioso, sostenuto dai molti che hanno creduto in questo film. Interessante l’iniziativa di crowdfunding sulla piattaforma Musicraiser e la promozione giocata sui social con ironia e spirito di partecipazione. Un banco di prova importante che vede promosso a pieni voti il lavoro di squadra e la valorizzazione dei talenti locali. Non si può dire lo stesso della storia che nasce come una buona idea, ma che risulta un po’ debole nello sviluppo. Per tutto il film ci si aspetta che accada qualcosa e dopo un po’ ci si stanca delle trovate ai limiti dell’assurdo che si ripetono senza originalità. Maurizio e Luca assomigliano più a due liceali che tentano di farla franca e il loro direttore, più che comportarsi da professionista responsabile, sembra un preside troppo comprensivo. Tutti questi aspetti forse sono voluti, ma il risultato annoia. press_recensione2_opereprimeSi coglie la critica nei confronti della stampa che spesso, invece di informare, punta a scandalizzare, del lavoro che è sempre più precario, della fatica titanica che fanno i giovani per guadagnarsi il proprio posto nel mondo. Una nota di colore è data dal fatto che capita di sorridere e che i personaggi minori sono perfetti nei loro ruoli, su tutti Thomas Tinker che interpreta Thomas, un eccentrico e iper entusiasta aspirante attore. Un plauso anche alla fotografia e ai costumi. La prima gioca sui toni del beige e del giallo, regalando un’atmosfera spensierata e abbastanza sopra le righe. I secondi si adattano perfettamente alla personalità dei personaggi e allo stile torinese, urbano ed elegante senza mai prendersi troppo sul serio. In conclusione una prima prova accettabile e da valorizzare, sperando di vedere in futuro storie con più carattere, sicuramente all’altezza di questi due giovani registi.

di Federica Colombi

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