LO SCAMBIO di Salvo Cuccia (2015)

, Opere Prime

Lo scambio_2 opereprimeLo Scambio è il primo lungometraggio di finzione del regista Salvo Cuccia, presentato a Roma il 30 giugno 2016. Ambientato a Palermo nella metà degli anni ’90, il film racconta una storia la cui cornice fa riferimento a fatti realmente accaduti: la giornata di un commissario di Polizia si intreccia lentamente e in maniera controversa a fatti di mafia allora ancora nascosti, silenziati inesorabilmente nella Sicilia di cui tutti abbiamo memoria. Il commissario, di cui non conosciamo il nome, esce di casa al mattino, per svolgere delle indagini, e lascia la moglie in casa preoccupata per la vicenda di un bambino evidentemente in pericolo di vita. La donna vive la sua giornata da sola, in un appartamento vuoto che alimenta le sue paure e la sua tristezza. L’uomo nel frattempo è fuori a lavoro, in una Palermo grigia dai palazzi brutti, e con i colleghi ferma un giovane geometra, per portarlo in commissariato dove inizierà un lunghissimo interrogatorio sulla morte di due ragazzi avvenuta la mattina stessa. La narrazione in modo sottile prenderà pieghe nascoste che si riveleranno lentamente fino a togliere ogni dubbio allo spettatore, che viene guidato, attraverso la sovrapposizione interna di interpretazioni contrastanti, fino alla scoperta di un meccanismo inaccettabile; e poi la situazione precipita, emergono tutte le cause e gli effetti dei nodi della matassa, di una guerra dove tutto è lecito per davvero, e finalmente, si arriva alla comprensione dello “Scambio”. L’atmosfera del film è turbante, sospesa sulla linea sottile tra la certezza e l’incertezza, tra la sicurezza e il timore, tra l’ingiustizia e il crimine. Cuccia sceglie la via del doppio per raccontare una vicenda terribile, che si ricollega alle azioni mafiose avvenute dopo la strage di Capaci, facendo scivolare lentamente la macchina da presa su volti, oggetti e sguardi. lo scambio_3_opereprimeLa scelta stilistica di utilizzare molte inquadrature lente e vicine ai volti è indubbiamente un’azzardo, ma sorprendentemente funziona, aumentando in modo inavvertibile la tensione e la concentrazione: lo spettatore ha tutti i tempi necessari per fare le sue valutazioni. Al doppio Cuccia affianca il visionario, inserendo lunghe sequenze in ambienti molto grandi e bui, illuminati da diverse lampade: la grafica computer in questi momenti fa da protagonista, accompagnando molto bene l’intensa e decisa fotografia di Clarissa Cappellani. Lo Scambio è un film importante, che in maniera intelligente e innovativa affronta un tema notissimo, ma senza scadere nel banale, anzi posizionandosi in prima linea con il nuovo cinema italiano.

di Daria Marcon

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