NOWHERE BOY (2009) di Sam Taylor-Johnson

Nowhere Boy_opereprime.org1Liverpool 1955: John è un ragazzino di quindici anni, furbo, ribelle, assetato di esperienza che vive in una famiglia piena di segreti in cui due donne si contendono il suo affetto: la severa zia Mimi (la sempre meravigliosa Kristin Scott Thomas) che lo ha cresciuto e Julia (Anne Marie Duff), la madre più permissiva che gli insegna a suonare la chitarra e lo introduce nel mondo del rock’n’roll. Proprio nel momento in cui sta per iniziare la sua nuova vita, dopo aver fondato una band musicale ed aver incontrato nuovi personaggi che si riveleranno importanti per il suo futuro (tra tutti un certo Paul McCartney), avviene un evento tragico e rimetterà in discussione di nuovo tutto. Vincendo le avversità, il ragazzo riesce a trovare la sua voce e il mondo assisterà alla nascita esplosiva di una nuova icona: ecco John Lennon. L’intenzione della sceneggiatura, che si basa sul libro scritto dalla sorellastra di John, sembrerebbe quella di volersi concentrare sul misterioso e complicato rapporto tra John e le sue due “madri”. Un rapporto che ha segnato profondamente tutta l’esistenza del cantante, che ha influenzato numerose sue creazioni e molte delle sue scelte. Dal punto di vista psicologico però, questo rapporto risulta essere in realtà poco approfondito perché il ritratto del giovane John risulta molto anonimo: Lennon è rappresentato come un adolescente stereotipato, che inizia ad atteggiarsi a ribelle per cercare di trovare il suo posto nel mondo ma che in fondo ha un cuore d’oro. Il film sembra però l’ennesima storia sull’Inghilterra provinciale anni ’60, incentrato sul generale percorso di formazione giovanile come già se ne sono visti tanti altri e non finisce con il colpire davvero come ci si potrebbe aspettare da un biopic su un personaggio che ha rivoluzionato e influenzato la storia, non solo musicale, del ‘900. Nowhere Boy_opereprime.org2Le scelte registiche dell’esordiente Sam Taylor-Johnson sono poco audaci: sceglie una messa in scena estremamente tradizionale e canonica, che spesso fa apparire il risultato più come un buon prodotti televisivo piuttosto che un film destinato alle sale. Anche la scelta dei costumi o della scenografia invece che contestualizzare dal punto di vista storico, si limita a rappresentare una sequenza di begli abiti e luoghi che non trasmettono mai davvero l’atmosfera dell’epoca e che cosa doveva essere la città portuale di Liverpool negli anni ’50. Questo è un film dove la musica è un nodo fondamentale e quindi un riguardo particolare è riservato alla scelta dei brani che compongono la colonna sonora: ecco che risuonano grandi classici rockabilly e rock’n’roll come “I put a spell on you”, “Be Bop A Lula” o “Love Me Tender”, con poi qualche anteprima di quelle che saranno le grandi composizioni del duo Lennon-McCartney. Per la sequenza finale viene scelta invece “Mother”, una delle più belle canzoni di Lennon, quasi a voler rimarcare ancora una volta quanto importante questa figura sia stata per l’artista.

 

di Beatrice Bosotti

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